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Covid19, una Toscana a due facce. E forti differenze tra uomini e donne – ASCOLTA

today16/04/2020

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TOSCANA – In Toscana l’epidemia di coronavirus continua la sua progressione, anche se si consolidano alcuni trend positivi di decrescita. I nuovi casi oggi sono 277 (+140) ma su un totale di tamponi quasi raddoppiato rispetto al giorno precedente (4.700 contro 2.500), che fanno salire a quasi 8.000 i contagiati totali dall’inizio dell’epidemia. Molti anche oggi i decessi, ben 29 (+11), con un’età media di 85 anni, per un totale di 585 dall’inizio della pandemia.

Si riducono ancora le persone ricoverate a 1.153 (40 in meno di ieri), di cui 213 in terapia intensiva (- 3 rispetto a ieri), il dato più basso dal 23/21 marzo scorso. E salgono ancora le guarigioni, che raggiungono quota 745 (52 in più rispetto a ieri), di cui 424 guariti virali.

Gli isolamenti domiciliari sono saliti oggi a 5.460 persone  e ben 17.588 (più 256 rispetto a ieri) le persone in sorveglianza attiva.

Al di là delle oscillazioni giornaliere, il dato più rilevante che emerge dall’osservazione degli ultimi giorni è il rilevante calo dei ricoveri (-22%) e dei posti occupati in terapia intensiva (-17%). A sottolienarlo è l’ultimo studio dell’ARS, come spiega Fabio Voller a microfoni di  Novaradio: “Un dato molto positivo perché ci riporta ai valori del 22/23 maggio, per quanto riguarda i decessi dobbiamo tenere conto che anche quando i nuovi contagi arriveranno quasi a zero, potremo avere nuovi morti”

Rimane però il fatto che la situazione Toscana, pur riportando tassi di letalità molto inferiori alle regioni di del nord e della media nazionale – 6,8% contro il 18% della Lombardia e il 13% italiano – presenta una forte differenziazione tra le diverse aree: se la Toscana Sud-Est ha tassi di contagio e letalità simili alla regioni del Sud, viceversa la zona Nord-Ovest ed in particolare la Versilia e la Lunigiana sono allineate ai dati ben più gravi e preoccupanti delle regioni più colpite del Nord Italia,

>>> Clicca per ascoltare l’intervista integrale a Fabio Voller

Un’altra indagine ARS cerca di spiegare la forte differenza tra donne e uomini rispetto al rischio di infezione e di mortalità da Covid-19, a vantaggio delle donne. In Italia le donne decedute dopo aver contratto infezione da SARS-CoV-2 sono solo il 35,% dell’intero campione, pur avendo un’età più alta rispetto agli uomini (età mediane: donne 83 – uomini 79). In Toscana sulla numerosità dei casi esiste un equilibrio, ma gli uomini necessitano più frequentemente delle donne del ricovero ospedaliero (tasso di ospedalizzazione: 54,3 per 100.000 residenti vs 33,7) e della terapia intensiva (tasso di ricovero in terapia intensiva: 6,3 per 100.000 vs 1,6). I casi con un quadro clinico severo o critico sono il 28% tra gli uomini e il 18,1% tra le donne. La letalità nel campione toscano è il 7,6% tra gli uomini e il 3,8% tra le donne.

Tra i fattori di base che spiegano questo fenomeno, il fatto che le donne un’aspettativa di vita più lunga degli uomini, e che le comorbidità cardiovascolari affliggano maggiormente il genere maschile. Inoltre, tra gli uomini c’è una prevalenza di fumatori maggiore rispetto alle donne; le donne sono più attente all’igiene personale e al lavaggio delle mani e hanno una risposta immunitaria maggiore verso patogeni, compresi i virus.

In più, sembra emergere che ci siano anche differenze ormonali: nelle donne in età fertile gli estrogeni sono in grado di aumentare la presenza del recettore ACE2, facendo sì che questo enzima, anche dopo l’infezione, riesca a svolgere la sua funzione di protezione. Infine, dal punto di vista genetico, sono evidenziate alcune diversità nei cromosomi sessuali, che sembra avere in ipotesi una maggiore espressione di quella proteina che può avere effetti protettivi nei polmoni per le donne rispetto agli uomini.

Scritto da: Redazione Novaradio


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