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“I miei anni al fianco di Falcone e Borsellino”. L’ex magistrato Guarnotta domani a Suvignano – ASCOLTA

today13/10/2020

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TOSCANA – “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino non erano eroi, ma uomini, con difetti e debolezze, come tutti noi, che hanno sentito di dover svolgere fondo il loro lavoro, nel rispetto delle leggi”. Ed è lo stesso che ciascuno di noi può fare, per dare un proprio contributo alla lotta alla mafia.

E’ questa la lezione che ci consegna l’esperienza dei due magistrati simbolo della lotta alla mafia, trucidati assieme agli agenti delle scorte in due attentati al tritolo nel 1992: ne è convinto Leonardo Guarnotta, ex magistrato e tra i componenti, assieme a Falcone e Borsellino del “Pool Antimafia di Palermo”stamani ai microfoni di Novaradio alla vigilia di una sua importante visita in Toscana.

L’ex magistrato, ora 80enne, sarà ospite domani nella tenuta di Suvignano (SI) – il più importante bene sequestrato alla mafia nel Centro-Nord Italia – per incontrare i ragazzi del “Campo della legalità” antimafia organizzato da ARCI Toscana. L’incontro verrà replicato anche il giorno successivo, giovedì 15 ottobre alle ore 18:00, alla Libreria Marabuk di Firenze (Via Maragliano 29/E, ), in collaborazione con Arci Firenze ed il Circolo Arci Fra i Lavoratori di Porta al Prato dove si svolgerà un aperitivo dopo la presentazione, di raccolta fondi in supporto alla Casa del Popolo.

>>> Ascolta l’intervista integrale all’ex magistrato Leonardo Guarnotta

Guarnotta, oltre 30 anni fu tra i componenti di quel manipolo di magistrati, coordinati da Antonino Caponnetto – oltre a Falcone, Borsellino e Guarnotta, anche Giuseppe di Lello – che a partire dalle rivelazioni del pentito Tommaso Buscetta per la prima volta squarciò il velo su Cosa Nostra, ricostruendone l’organizzazione e i vertici della “cupola”, e che istruendo il cosiddetto “maxi-processo” arrivò alla condanna a decine di ergastoli e migliaia di anni di carcere a carico di boss come Totò Riina e Bernardo Provenzano.

Con i ragazzi del campo Arci, Guarnotta parlerà di cultura della legalità e lotta alla mafia, a partire ovviamente dalla sua esperienza personale a fianco di Falcone e Borsellino di cui ha scritto nel libro “C’era una volta il pool antimafia” recentemente pubblicato (Zolfo editore, 2020).

“Il libro l’ho scritto per i mie tre nipoti, per spiegare loro perché il senso del lavoro fatto dal Pool: permettere loro di vivere da cittadini liberi, e restituire a tutti i siciliani onesti, che sono tantissimi, di riprendere il controllo sul futuro della loro terra” spiega Guarnotta, che avverte: “Rispetto a 30 anni fa tante cose sono cambiate, ma la mafia c’è ancora, benché in fase di ‘immersione’”. La mafia con la coppola, quella dei proiettili e delle bomba, tiene a sottolineare Guarnotta, è pericolosa tanto quanto quella degli affari, che si presenta in giacca e cravatta, nelle regioni del Nord per infiltrarsi nel tessuto economico. “Tanto più adesso – precisa – in una fase di difficoltà economica generata dalla pandemia del covi19”.

La visita a Suvignano per l’ex magistrato del Pool assume un significato particolare: fu proprio Guarnotta che nel 1997, allora giudice presso il Tribunale di Palermo, a condannare per associazione mafiosa l’imprenditore Vincenzo Piazza, sodale di Bernardo Provenzano e proprietario dell’immensa tenuta (una colonica e 17 edifici per oltre 700 ettari di terreni e 22 mila metri di superficie tra immobili e magazzini) dando inizio al lungo iter che nel 2018, ben 21 anni dopo, ha finalmente portato al trasferimento della gestione alla Regione Toscana, che ha iniziato la sua trasformazione nel punto di riferimento regionale per le attività della cultura della legalità.

L’incontro tra Guarnotta e i ragazzi (domani a partire dalle ore 18.15) è aperto al pubblico ma a numero chiuso per questioni di sicurezza anti-covid19 e sarà trasmesso anche in diretta sulla pagina FB di ARCI Toscana. Per informazioni sui posti disponibili si può contattare whatsapp 393-9635199, dove è possibile anche prenotare la cena presso il Circolo Arci di Vescovado di Murlo.

Scritto da: Redazione Novaradio


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