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Mancano i telai, Laika non rinnova 110 contratti. Fiom: “Sull’automotive, governo assente” – ASCOLTA

today01/04/2022

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SAN CASCIANO (FI) – Mancano i pezzi per la catena di montaggio, e saltano i posti di lavoro: Laika Caravans non conferma circa 110 lavoratori con contratti a tempo determinato presso lo stabilimento di San Casciano in Val di Pesa (Firenze). Il motivo, ha reso noto l’azienda del gruppo Hymer, è impossibilità di ricevere da Fiat, Ford e Citroen gli chassis richiesti per soddisfare il portafoglio ordini.

“I lavoratori andranno in Naspi e grazie all’accordo siglato nel 2020 saranno richiamati in via prioritaria non appena il problema di rifornimento dei materiali sarà risolto” commenta Yuri Campofiloni, Fiom Cgil, che osserva amaramente: “E’ il paradosso della crisi che stiamo vivendo: al momento, a fronte dei 32 chassis che lo stabilimento può lavorare ogni giorno, ne son assicurati solo 3”. E così si ferma un settore come quello della camperistica che sta andando benissimo: 1 miliardo e mezzo di fatturato, concentrato proprio in Toscana, che nel distretto del Chianti occupa il 90% dei 5.000 addetti di tutta Italia, senza contare quelli dell’indotto. Il camper “tira” e il covid ha avuto l’effetto di renderlo più attrattivo, soprattutto per i giovani: l’età media degli acquirenti è scesa da 57 a 39 anni, l’80% dei prodotti va verso il Nord Europa e “vola” il settore della trasformazione  in camper dei furgonati: “Le produzioni in corso sono quelle che rispondono già agli ordini del 2023”

Eppure l’Italia, che pure vanta aziende all’avanguardia, è costretta  a fermarsi per un problema nella cosiddetta “supply chain”. Come è possibile?  Per Campofiloni è il frutto di precise strategie industriali che penalizzano l’Italia, e che evidenziano l’assenza del governo e di una politica nazionale sull’automotive. “Stellantis vuol dire ormai Psa, ossia Peugeot e Citroen con la partecipazione del governo francese; Fca ha venduto e il nostro governo non c’è. Le linee di rifornimento evidentemente prendono altre strade”. “Allo stesso modo – aggiunge – non è un caso che Stellantis abbia aperto in Polonia uno stabilimento concorrente con quello Fca di Atessa in cui si fanno i Ducato, i furgoni più diffusi per la camperizzazione. L’Italia manca di una strategia da far valere sull’automotive, settore su cui come Cgil da mesi chiediamo l’apertura di un tavolo nazionale”

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Scritto da: Redazione Novaradio


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