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“Fermate la strage, ora”: il 9 maggio la mobilitazione sui social per l’ “Ultimo giorno di Gaza” – ASCOLTA

today07/05/2025 2

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    Micaela Frulli, docente diritto internazionale Università Firenze, 7 maggio 2025

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Mentre l’attenzione internazionale è distratta dall’apertura del Conclave e dalla recrudescenza delle tensioni tra India e Pakistan, nella Striscia di Gaza si continua a morire sotto i bombardamenti e le incursioni dell’esercito israeliano: i morti sono saliti ormai a quota 51 mila e 170 mila gli edifici distrutti, in aperto spregio delle convenzioni internazionali e del diritto umanitario, il sostanziale avallo dell’amministrazione Trump e il silenzio delle cancellerie europee. Che tacciono anche sull’annunciata nuova operazione di terra “Carri di Gedeone”, destinata a segnare un nuovo apice della crisi umanitaria.

Proprio all’Europa si rivolge la campagna dal titolo “Ultimo giorno per Gaza“, lanciata da un gruppo di intellettuali, scrittori, giornalisti, docenti universitari tra cui Paola Caridi, Tomaso Montanari, Evelina Santangelo, Claudia Durastanti e Micaela Frulli, e già sottoscritta da tantissime personalità del mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo.

“Se Gaza muore, moriamo anche noi”, come umanità, come cultura giuridica, come politica, è l’allarme lanciato dai promotori, che nel giorno del 9 maggio prossimo, Giornata dell’Europa, invitano tutti a postare su internet e sui social contenuti di qualunque genere – foto, video, testi scritti, testimonianza, accompagnati dagli hashtag #ultimogiornodiGaza o #Gazalastday: “Perché la strage perché il genocidio abbiano fine”.

E’ l’indifferenza e la mancanza di volontà politica che rende possibile ciò che sta avvenendo nella Striscia: “Gaza riguarda tutti noi” avverte Micaela Frulli, docente di diritto internazionale all’Università di Firenze: “Se permettiamo quello che sta succedendo a Gaza, se diamo il via libera ad ogni violazione del diritto internazionale, poi diamo il via a quello che sta succedendo tra India e Pakistan. Le organizzazioni internazionali e il diritto internazionali funzionano solo se c’è la volontà politica degli Stati, a ricordarglielo dobbiamo essere noi come opinione pubblica”.

Scritto da: Redazione Novaradio