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FIRENZE / PRATO – Partita stamattina l’ “ondata” di scioperi 8×5 nei laboratori dello sfruttamento del distretto tessile e moda, nel quadro dei nuovi “strike days” della “Primavera 8×5” proclamati dal sindacato Sudd Cobas: da stamani sono otto i presidi montati ai cancelli di altrettante aziende del distretto tessile Firenze-Prato-Pistoia, e altri presidi sono attesi a breve. Si tratta di stirerie, stamperie, aziende della logistica, anelli della lunga catena del fashion in cui anche i lavoratori chiedono il riconoscimento di diritti fondamentali: un contratto scritto, una paga dignitosa e in linea con il CCNL, un orario da 40 ore settimanale.
A sostegno della mobilitazione, i lavoratori di altre 29 fabbriche – già teatro di scioperi e accordi 8×5 – che per l’intera giornata stanno scioperando in solidarietà, andando a sostenere i picchetti dei loro colleghi in lotta contro i turni di dodici ore ed il lavoro nero. “Obiettivo – spiega Luca Toscano, Sudd Cobas – portare avanti gli scioperi ad oltranza, finché non verranno riconosciuti i diritti basilari anche a questi lavoratori. Le aziende in cui inizia a scioperare oggi sono aziende piccole e talvolta invisibili, di cui talvolta non si conosce neppure il nome, ma gli imprenditori proprietari sono tutt’altro che piccoli. I lavoratori invece sono spesso invisibili, nella stragrande maggioranza impiegati al nero, senza busta paga, con salari da fame e orari massacranti”.