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Monolite al posto dell’ex Teatro, Nardella: “I sindaci non hanno poteri, decide la Sovrintendenza”. Ma le carte indicano anche responsabilità politiche – ASCOLTA

today29/08/2025

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    Giulio Gori, cronista Corriere Fiorentino, 29 agosto 2025

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FIRENZE – Non accenna a placarsi, tutt’altro, il caso politico generato dalla ristrutturazione dell’ex Teatro comunale di Firenze. Dopo la procura, anche il ministero della cultura non fascicolo esplorativo per verificare la correttezza dell’iter. L’opposizione di sinistra stigmatizza la perdita di un bene pubblico che diventerà appartamenti turistici, l’opposizione di centrodestra con Schmidt paventa l’esclusione del centro storico di Firenze dal patrimonio mondiale.

L’ex sindaco di Firenze Dario Nardella, in carica del 2014 al 2024, in un’intervista dice: “Il progetto non mi piace per niente, fosse stato per me non l’avrei mai approvato. Ma – aggiunge – un sindaco non ha i potere di scegliere gli architetti o di stabilire l’estetica di un progetto”. In ultima istanza,  decide tutto la Sovrintendenza, insomma, dichiara l’ex sindaco scaricando evidentemente le responsabilità sull’allora sovrintendente Andrea Pessina.

Della questione hanno iniziato a occuparsi anche testate della stampa estera, dal Times al Daily Mail, e il commenti negativi si sprecano. La marchesa fiorentina Bona Frescobaldi, in un’intervista al La Stampa, del cubo realizzato dice: “Mi sembra un intervento stile Trump, un progetto sfacciato, arrogante, presuntuoso che si staglia sui tetti di Firenze senza dialogare con gli altri palazzi”. “Sono rimasta sorpresa aggiunge, precidando però anche che “è troppo presto per dare giudizi e avventarsi in richieste di correttivi”.

Mentre ora un po’ tutti si stracciano le vesti, più complicato appare ricostruire le responsabilità di un iter molto complesso, iniziato nel iniziato nel 2013 con la cessione dell’immobile a Cassa depositi e Prestiti, proseguito nel 2018 con la vendita al gruppo Hines con un progetto firmato  dall’architetto Casamonti e concluso con la realizzazione affidata allo studio Grassi.

A ricostruire alcuni particolari ulteriori è il Corriere Fiorentino con un pezzo a firma Giulio Gori che smentisce l’ipotesi di un cambiamento radicale rispetto ai rendering avvenuto in fase di realizzazione: i materiali (ottone brunito) e i colori (light e dark brownshing) da utilizzare per le nuove costruzioni erano già inclusi nel progetto approvato dalla Sovrintendenza nella primavera del 2020, che però aveva inserito numerose osservazioni sull’impatto dei “pieni e dei vuoti” delle superfici e aveva deciso che la finiture sarebbero dovute essere “concordate in corso d’opera sulla base di idonee campionature da valutare congiuntamente in cantiere”. “Evidentemente qualcosa è saltato da questo punto di vista” fa notare Giulio Gori, il quale però non si dice convinto delle ricostruzione di Nardella che dà l’intera colpa all’allora sovrintendente: “L’errore estetico è legato anche alla scelta del 2013 di fare un’altezza così impattante:  se dico che non si può superare l’altezza della vecchia torre scenica, ma l’ultimo piano è molte molto più largo, è chiaro che mi occupa molto più spazio”, e il risultato è che ora “ci sono residenti e università che non vedono più il panorama” dei colli o del Forte Belvedere”.  “E poi è evidente che qualcosa è saltato anche da un punto di vista della funzione, aggiunge, e la domanda è: “Come è possibile che a marzo 2025 Palazzo Vecchio abbia dato un’autorizzazione ai proprietari per poterci fare Airbnb? Se si dice che quella funzione è residenziale e nel frattempo è subentrato un blocco ai nuovi Airbnb nel centro UNESCO, è chiaro che dovrebbe valere anche per loro”.

 

Scritto da: Redazione Novaradio