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Via Mariti, via libera alla messa in sicurezza del cantiere. Coexpami: “Si faccia chiarezza sul progetto” – ASCOLTA

today29/08/2025

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    Nicla Gelli, Comitato ex Panificio Militare di Firenze, 29 agosto 2025

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FIRENZE – Al oltre un anno e mezzo dalla strage dei 5 operai nel cantiere Esselunga di via Mariti del 16 febbraio 2024, è finalmente arrivato il via libera alla messa in sicurezza del cantiere. In base a quanto riportato dalla stampa, nei prossimi giorni la Villalta spa (controllata da Esselunga) dovrebbe essere in grado di avviare i primi lavori.

Una buona notizia per i cittadini della zona e per il Comitato ex Panificio Militare di via Mariti, che più volte nei mesi scorsi aveva scritto e fatto appelli a tutte le istituzioni, Procura compresa, affinché si intervenisse per mettere in sicurezza non solo l’area di cantiere ma anche per ripristinare l’agibilità in particolare della limitrofa via Giovanni da Empoli, diventata un “cul de sac” attrattore di degrado e microcriminalità.

“Avevamo temuto che, essendoci l’agosto di mezzo le cose andassero per le lunghe” dice a Novaradio Nicla Gelli, del Comitato: “Per fortuna invece qualcosa si è mosso e siamo arrivati all’approvazione di questo progetto di messa in sicurezza: a questo punto manca soltanto l’ok della procura, ma su questo il procuratore capo Spiezia ha sempre detto che ogni volta che c’è stato bisogno di entrare per la messa in sicurezza la procura non ha fatto assolutamente obiezioni, anche quando il sequestro dell’area era ancora probatorio”.

L’auspicio è l’intervento dentro il cantiere cambi la situazione anche fuori: “Via Giovanni da Empoli è chiusa al traffico traffico veicolare e si può accedere soltanto tramite uno stretto corridoio su un marciapiede da un anno e 7 mesi e questa situazione, chiaramente, impatta fortemente sui residenti che sono sostanzialmente reclusi in casa, ma anche eh è un problema che di per tutto è circondario, perché tutta la zona è ormai ha ha in una situazione di degrado, di aumento della criminalità. Riprendere il controllo da parte del comune tra tutti i livelli questa zona e eh evitare che questo buco nero del quartiere si prolunghi ancora è fondamentale”.

Rimane però del tutto aperta la questione del futuro del cantiere: dopo la strage degli operai, si è parlato di una revisione del progetto, e si sono levate le voci di cittadini e realtà organizzate per chiedere una riduzione delle volumetrie da costruire e maggior spazio alle aree verdi, e di pubblica utilità fino alle richieste più radicali che chiedono la cancellazione del progetto e la realizzazione di un parco alla memoria delle vittime.

“Un ordine del giorno votato dal Consiglio Comunale chiede alla giunta di intavolare un dialogo con Esselunga per ridurre l’impatto, la mole dell’edificio” – ricorda Gelli – sottolineando però anche alcune contraddizioni, una sorta di “giallo”: “La superficie di vendita prevista era 2500 mq, un supermercato di medie dimensioni come risulta dal RU e dalla presentazione del progetto nel 2018. Praticamente subito dopo la tragedia – aggiunge Geli – il Comune ha fatto questo regalo alla proprietà: togliere questo vincolo di media distribuzione, quindi sostanzialmente poter fare una superficie di vendita ben più ampia”. Una prospettiva, per Gelli che dopo quanto successo, appare “dal punto di vista etico inaccettabile, ma inaccettabile anche per l’impatto che ha sulla zona”. “Le nostre battaglie di anni avevano ottenuto che la metà della superficie, 16.700 mq venissero destinate alla pubblica utilità, è scritto questo nel regolamento urbanistico” rammenta: “Aumentare questa zona e magari farne anche un luogo dove ci sia ricordo di quello che è successo credo che sarebbe anche dal punto di vista della nostra amministrazione cosa buona e giusta.

Scritto da: Redazione Novaradio