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Non graffiate quel vinile - 31 dicembre 2025
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madau su polemica solomon
FIRENZE – Dopo giorni di polemiche, minacce ricevute, critiche nel merito ma anche accuse pesanti e fuori contesto, Jacopo Madau, assessore alla cultura del Comune di Sesto Fiorentino, torna a parlare dopo il suo pensiero espresso sui social, rispetto all’acquisto della Fiorentina di Manor Solomon, l’attaccante israeliano arrivato a Firenze nel mercato invernale e già protagonista ieri nel suo esordio contro la Cremonese. L’arrivo in maglia viola dell’ex giocatore del Villarreal aveva suscitato più di una polemica per le sue posizioni espresse in passato a sostegno dell’operato del governo di Benjamin Netanyahu, delle forze armate israeliane ed in particolare con un controverso post in cui accusava la Jihad islamica di aver distrutto l’ospedale di Gaza, in realtà bombardato dalle IDF.
“Ultimi o non ultimi, chi non ha mai nascosto il proprio sostegno alle politiche genocidarie di Netanyahu non è il benvenuto a Firenze e non può rappresentare la nostra città e la Fiorentina” aveva scritto Madau dopo l’ufficialità dell’arrivo di Solomon a Firenze, critiche che nelle ore successive hanno suscitato una miriade di reazioni, tra chi sosteneva questa posizione e chi invece si è scagliato contro l’assessore di Sesto Fiorentino. Accuse che hanno travalicato la discussione sui social e che hanno trovato invece sponda politica con i gruppi di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia di Firenze che sono arrivati a pretendere le dimissioni di Madau, ma anche di Italia Viva che con il Consigliere Casini hanno detto “Se si accetta l’idea che una persona venga esclusa, delegittimata o dichiarata ‘non benvenuta’ per la propria nazionalità o origine, si apre la strada a una spirale di discriminazione che richiama pagine nere della nostra storia”.
“Il tema è proprio tutt’altro – ha spiegato Jacopo Madau a Novaradio – ed è totalmente slegato sia alla religione e alla nazionalità. Io credo che persone che hanno un passato di dichiarazioni di quel tipo lì e mi riferisco soprattutto alla dichiarazione inerente all’ospedale – continua Madau – qualunque sia la etnia, qualunque sia il colore della pelle, qualunque sia, ovviamente, la nazionalità, non sono benvenuti in una città che ha determinati valori come quella di Firenze. Ovviamente, con questa presa di posizione si può essere in disaccordo, mi sono arrivate delle critiche feroci che accetto, poi sono sfociate in cose invece che non accetto, ma il mio pensiero è semplicemente quello, non parlare a nome di Firenze, ma parlare a nome mio, ma mi sento dire anche di una grossa fetta della città che poi ha mostrato solidarietà e sostegno alle mie parole”.
Più dure sono state le reazioni invece di Marco Carrai, console onorario d’Israele per la Toscana, l’Emilia Romagna e la Lombardia, che non solo ha definito gravissime e “disgustose” le sue parole ma le ha addirittura messe “al pari, in linea di pensiero, di coloro che spingevano nei forni crematori gli ebrei ritenendosi innocenti e con la coscienza pulita solo perché avevano ricevuto l’ordine di farlo”.
Parole che Madau respinge al mittente: “Le sue parole sono veramente terribili, paragonare un’uscita come la mia al pensiero di chi spingeva gli ebrei nei forni crematori è inaccettabile per chi ha una formazione politica basata sull’antifascismo, e che nel suo amministrare quotidianamente a Sesto Fiorentino, prova ogni anno ad aumentare i posti per i giovani e le giovani sestesi che vanno a visitare i campi di sterminio per far capire quanto quel momento storico lì è stato davvero il momento più buio dell’umanità. Ecco, sentirmi tacciare di antisemitismo e soprattutto addirittura di nazismo, io lo rimando al mittente”. Madau risponde quindi alla provocazione spiegando come “indegno è l’operato dello stato che rappresenta Carrai, che notizia di pochi giorni fa, ha fatto letteralmente fuori tutte le ONG che operano a Gaza. Ecco, questo è vergognoso, questo è indegno”.
Scritto da: Redazione Novaradio
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