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“A Teheran mucchi di cadaveri in strada, e perfino riscatti per rendere le salme”. Domani manifestazione a Roma – ASCOLTA

today15/01/2026

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    Zoia, ass. Donna Vita Libertà Firenze -15 gennaio 2026

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FIRENZE / IRAN – “A Teheran si sente odore di sangue, ci sono mucchi di cadaveri ammassati all’interno dei capannoni e addirittura quando i parenti vanno a ricercare poter avere i corpi delle vittime viene loro richiesto un compenso economico che si aggira fra i 5.000 e i 10.000 dollari. Se non viene versato allora devono per dichiarare che le persone che sono state uccise erano Basigi, quindi sostenitori del regime, quindi è qualcosa veramente di inumano”.

Questi i racconti sulla situazione iraniana che arrivano ai membro dell’ associazione Donna Vita Libertà di Firenze, come riferisce a Novaradio Zoia, una delle attiviste, ricordando le difficoltà estreme di comunicazione: “Aabbiamo ancora un blackout completo di internet, le chiamate in uscita talora comunque possono essere effettuate, ma non in entrata. Abbiamo molte notizie che vengono riportate da coloro che riescono a spostarsi via terra verso la Turchia per uscire dall’Iran” ma “la situazione è veramente disastrosa”.

“Le proteste – prosegue Zoia – stanno continuando per le strade e quello che ci terrorizza ancora di più è il fatto che, se la situazione adesso ora che il regime si è indebolito non verrà fermata, tutti coloro che sono stati arrestati finiranno per essere impiccati. Quindi le le stime e le cifre di persone morte saranno più che raddoppiate”.

Le esecuzioni, tra cui quella del 26enne giovane studente Irfan Soltani che doveva essere impiccato ieri, sarebbero state sospese, anno sapere le agenzie governative. Forse anche in relazione al possibile intervento militare americano che, non a caso, Trump ha “congelato” spiegando che le condanne sono state sospese. “La situazione è peggiorata, il regime è riuscito ad ottenere milizie e paramilitari da dall’Iraq, dall’Afghanistan e dal Libano, e questi sparano direttamente contro i manifestanti. Tanti ora vedono un intervento militare come la possibilità di porre fine al regime stesso”.

Intanto prosegue la mobilitazione in Italia: una manifestazione è convocata a Roma per domani alle 16 da Amnesty, Woman Life Freedom for Justice e PD, e un’altra sempre a Roma sabato alle 10, organizzata da Azione e Partito Radicale.

Scritto da: Redazione Novaradio