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La Settima Ossessione - 14 gennaio 2026
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Luciano Tagliaferri, neo dirett. USR e commissario al dimensionaento scolastico 14012026
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Alessandra Nardini, ass. istruzione Toscana – 15 gennaio 2026
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FIRENZE – Il processo di dimensionamento scolastico in Toscana, commissariata dal governo, che prevede l’accorpamento tra istituti e la loro riduzione da 466 a 450, sarà portato a compimento in tempi brevi rispettando alla lettera il piano predisposto dalla Regione (ma non attuato in attesa dell’esito del ricorso al Presidente della Repubblica), senza che cambi nulla per gli studenti e le loro famiglie, senza ripercussioni negative sui livelli occupazionali dei docenti e con solo limitati contraccolpi sul personale ATA.
E’ quanto ha assicurato Luciano Tagliaferri, neo direttore dell’Ufficio Scolastico regionale e commissario al dimensionamento nominato dal governo, parlando ai giornalisti ieri a margine della presentazione di un’iniziativa a Firenze. “Rispetterò la le virgole, i punti e virgola” del piano della Regione ma “indietro non si torna” ha chiarito”. “Per le iscrizioni non cambia niente: le famiglie sceglieranno esattamente quello che trovano nei moduli, codici meccanografici e tutto quanto” ha detto, aggiungendo: “Se questo cambiamento viene governato, sarà un effetto assolutamente indolore, perché quello che cambia è la governance sul personale ATA. Ci potrebbero essere dei contraccolpi, ma gli organici dei docenti si sommano. Teoricamente tutti vorrebbero che la propria scuola si mantenesse, ma la propria scuola si manterrà, si manterrà l’identità, dipende dal lavoro che i dirigenti, sicuramente bravi, faranno nelle singole scuole. Come tecnico voglio dare un messaggio alle famiglie che l’ufficio scolastico regionale lavorerà perché il dimensionamento passaggio sia governato e perché le scuole mantengano la propria identità proiettata nel futuro perché a quel punto si può realizzare anche qualcosa di più performante e importante”.
Per nulla convinta di questa prospettiva rimane la Regione Toscana, che invece sottolinea il rischio di riduzione dei livelli occupazionali e le ripercussioni nel funzionamento delle scuole: “Io non sono d’accordo nel ridurre la una questione del dimensionamento solo a una scelta tecnica o di riorganizzazione che va non va ad impattare poi sulla scuola – dice stamani l’assessora all’istruzione della Regione Toscana Alessandra Nardini ai microfoni di Novaradio – perché credo che questo provochi purtroppo una ricaduta negativa, sia in termini didattici-educativi, perché un dirigente, una dirigente scolastica che si troverà a istituti anche con 2.000 studentesse o studenti, complessi scolastici in comuni diversi, talvolta anche in territori lontani tra loro e non sempre ben con a livello di infrastrutture, credo faccia molta più fatica anche per quanto riguarda le progettualità e l’attenzione che può rivolgere giustamente ad ogni ad ogni realtà. E penso anche alle ricadute occupazionali, perché appunto quando si parla di personale ATA sono persone, non sono numeri, quando si parla di segreteria di personale che lavora in segreteria altrettanto, quindi come questo punto di vista io condivido anche le preoccupazioni”.
La battaglia politica, assicura Nardini, va avanti: “Abbiamo un ricorso al un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, quindi attendiamo l’esito di quel ricorso”. “Noi abbiamo scelto di escludere da operazioni di accorpamento le scuole che si trovano che insistono in comuni classificati come aree interne periferiche. Detto questo, riteniamo comunque questi tagli un errore, anche perché la Toscana, e se guardiamo i numeri lo si vede molto bene, negli anni aveva già correttamente dimensionato. Non ne avevamo assolutamente bisogno di questa sforbiciata. Non ci si può nascondere né con il PRR né con il governo precedente, è una scelta che ha fatto il governo Meloni”.,
Scritto da: Redazione Novaradio
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