News

Venezuela, terzo italiano liberato: “Un tentativo di riavvicinarsi all’Occidente. Ma decisivo sarà lo sfruttamento del petrolio” – ASCOLTA

today15/01/2026

Sfondo
share close
  • cover play_arrow

    Simone Bruno, gionalista esperto Sudamerica – – 15 gennaio 2026

 –

VENEZUELA – “Sicuramente questo  è un cambiamento rispetto alla all’epoca di Maduro ormai terminata: la liberazione di questi detenuti, specialmente quelli internazionali, parla di un tentativo di riavvicinarsi alla comunità internazionale e di cercare di riprendere le relazioni con paesi importanti”. Così Simone Bruno, giornalista esperto di Sudamerica, collaboratore per testate come Internazionale, Al Sjazeera e France24, commenta ai microfoni di Novaraio la notizia della liberazione questa mattina dalle carceri venezuelane del 77enne imprenditore italo-venezuelano del petrolio Luigi Gasperin, terzo caso dopo la scarcerazione e il rimpatrio di Alberto Trentini e Mario Burlò nei giorni scorsi.

Quali prospettive si delineano per il nuovo corso politico? “Secondo me – spiega – è importante capire che l’esercito in Venezuela non è un un’entità che supporta o aiuta o sta dal lato del governo, ma è parte del governo. È un governo civico militare: è molto difficile che l’esercito faccia un colpo contro se stesso sui Delcy Rodriguez per magari accogliere a braccia aperte Maria Corina Machado, è una cosa inverosimile. Quindi io direi che per il prossimo futuro la cosa più possibile è che questo governo di Delcy Rodriguez vada avanti, vada avanti quindi appoggiando da una parte le istanze storiche del del Chavez Wall”. E quale potrebbe essere l’atteggiamento degli USA? “Un secondo intervento lo vedo difficile, la carota del bastone mi sembra una tattica che può funzionare. Però quello che non è chiaro è cosa accadrà con questo enorme giacimento di petrolio, quello del della Valle dell’Orinoco, perché è un petrolio che è molto difficile da estrarre”, “si pensa in nell’arco di 3-4 anni ci sarà bisogno di 100 miliardi più o meno di dollari. Quindi le le imprese petroliere davanti a un a un investimento così alto vorrebbero delle rassicurazioni un po’ più profonde rispetto a a 3 anni di mandato di Trump seguiti chissà da cosa per 3 anni”.

Scritto da: Redazione Novaradio