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Filomena Gallo, segr. Ass. Coscioni – 16 gennaio 2026
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FIRENZE / ROMA – Dopo la sentenza 204/2025 della Corte Costituzionale, non solo la legge toscana sul cosiddetto fine vita rimane in piedi ed è operativa, ma la decisione della Consulta avrà effetti diretti anche sulla analoga legge simile dalla Regione Sardegna, sulla discussione politica in corso in altre Regioni che finora hanno sospeso o accantonato la discussione sull’approvazione di una legge sul tema, e perfino sulla discussione in Parlamento, dove sono incardinate la proposta di legge restrittiva del governo e quella di iniziativa popolare presentata dall’Associazione Luca Coscioni.
Lo afferma Filomena Gallo, segretaria dell’associazione, parlando stamani ai microfoni di Novaradio, all’indomani del webinar in cui l’Associazione ha fatto il punto sugli effetti della sentenza e le prospettive future. Nella sentenza, tra l’altro, la Corte ha dichiarato illegitime le norme sulla delega alla richiesta di avvio dell’iter di suicidio medicalmente assistito, e sui termini di 36 giorni per la sua conclusione.
“La Corte – spiega Gallo – ha ribadito che le Regioni possono legiferare in materia, e che i tempi devono essere comunque celeri: non ci devono essere ingiustificati ritardi anche in relazione alle condizioni della persona malata”. La sentenza poi non riguarda solo la Toscana ma anche la Sardegna che ha legiferato in materia e perfino le Regioni che non l’hanno fatto: “E’ una spinta perché non c’è più nessuna scusante per non discutere la legge, come hanno fatto in Piemonte, in Lombardia, dove hanno utilizzato una pregiudiziale di costituzionalità per non discutere proprio la legge. Per le parti che sono state cancellate dalla Corte – ha aggiunto – saranno presentati degli emendamenti durante la discussione che vanno a eliminare quelle parti, è normale. Rimane la parte tempo e abbiamo intenzione di presentare una formula che riporta esattamente le parole della Corte, cioè non ci devono essere ritardi. La persona deve essere valutata con tempi adeguati alla sua condizione di salute”.
Ma l’effetto della sentenza ci sarà anche in Parlmento, fa notare Gallo, dove giacciono la pdl governativa che limita i poteri delle Regioni e allunga i tempi. “Quella legge in Parlamento sicuramente dovrà essere modificata, ma noi l’abbiamo criticata aspramente perché non va bene, è una legge che modifica anche i requisiti della persona malata restringendoli. C’è una legge che potrebbe essere discussa, invece, e parte da quello che la Corte Costituzionale scrive, la legge di iniziativa popolare dell’associazione Luca Coscioni che è stata depositata al Senato e in commissione. La discussione di questa legge sicuramente riporterebbe il dibattito sul rispetto dei diritti affermati dalla Corte Costituzionale, prevedendo anche quelle fattispecie che oggi non possono accedere alla morte assistita” perché non previsti dalla famosa “sentenza Dj Fabo – Cappato”.
E’ il caso di “Libera”, nome di fantasia di una malata toscana immobilizzata a letto, cui è stato riconosciuto il diritto al suicidio medicalmente assistito ma no è possibile portarlo a compimento perché non esistono sistemi che le permettano di azionare la pompa di infusione del farmaco letale senza aiuto id latri, il che configurerebbe invece il reato di “omicidio del consenziente”. La Consulta ha deciso che si deve trovare una soluzione tecnica, che finora però non si è resa disponibile. Il lavoro dell’Associazione sta andando avanti ma la soluzione ancora non c’è, dice Gallo: “E’ stata individuata la possibilità di modificare della strumentazione che già viene fornita ai malati che non possono comunicare, che in questo momento è all’esame del CNR per una modifica. Abbiamo già effettuato fatto le prime prove al domicilio di Libera, sSiamo nella fase finale ma non sappiamo se Libera ce la farà ad attendere. Si attende intanto la fornitura di un puntatore oculare che mandi il comando alla pompa infusoria che potrà dare l’ok per l’autosomministrazione del farmaco per il fine vita, però i tempi tecnici non corrispondono alla persona la sofferenza di questa persona. In questo caso la Corte Costituzionale non ha tenuto conto della sofferenza di Libera…”
Scritto da: Redazione Novaradio
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