News

Al liceo “Machiavelli Capponi” un primo progetto sull’educazione sessuo-affettiva: “Ma altre 25 classi ne hanno fatto richiesta” – ASCOLTA

today19/01/2026

Sfondo
share close
  • cover play_arrow

    Iris e Gaia -Liceo Machiavelli – Capponi – 19 gennaio 2026

FIRENZE – Partirà nelle prossime settimane in una classe del liceo delle Scienze Umane “Machiavelli – Capponi di Firenze ” un primo percorso didattico sull’ “educazione sessuo-affettiva” di studentesse e studenti. La classe in questione è la 2/a O”, e il progetto è frutto di un lungo percorso partito due anni fa, durante un’occupazione, con l’esplicita richiesta dei ragazzi di attivare un “modulo” che affrontasse i temi del rapporto fra i sessi, del dialogo e della gestione del conflitto, degli stereotipi di genere, ma anche per riflettere su un diverso tipo di educazione, che parli di intelligenza emotiva, empatia, rispetto per sé stessi e gli altri, un’educazione alla pace e alla convivenza rispettosa tra le persone.

Il consiglio di classe si è mostrato sensibile alla richiesta, e grazie alla collaborazione con un’associazione del territorio e alcuni psicologi professionisti, è stato possibile realizzare questo progetto “pilota”, per il momento limitato a 4 ore (che saranno spalmate nelle prossime settimane). “C’è stato un grande impegno da parte di tutti i nostri compagni di classe – spiega Gaia, una delle studentesse della IIa O – e abbiamo deciso di portare due temi abbastanza generale: quello della sessualità trattata dall’associazione “Street Workers” e dall’altro “due psicologhe verranno a parlare di di temi come il patriarcato e di come esso influenza tutti gli aspetti della nostra vita e le nostre relazioni. E quindi appunto questa è la nostra prima vittoria all’interno di questo cioè di questa grande lotta”.

L’ambizione di ragazze e ragazzi è quello di poter estendere nel prossimo futuri questo tipo di esperienza anche al resto dell’Istituto, e nella forma più strutturata di una modulo da 16 ore complessive: “Ci sono già quasi una trentina di classi che ne hanno fatto richiesta di portare questo progetto anche durante le loro ore di scuola  – spiega Iris, altra  studentessa  coinvolta nel progetto – quindi quello a cui puntiamo per l’anno prossimo è riuscire ad avere un progetto che possa comprendere tutte le classi e soprattutto un progetto più esteso, su tutto l’anno scolastico, e in cui appunto si possano fare riflessioni più ampie”.

Una “prima vittoria”, esulta il Collettivo K1, anche in funzione della costruzione di un modello diverso di scuola: “I governi occidentali stanno cambiando il mondo in cui viviamo. Gli stati si riarmano, il genocidio in Palestina viene normalizzato, le leggi internazionali diventano puramente facoltative e la guerra è già nel mondo un fatto normale a cui sembra non ci sia scampo. Quello che portiamo avanti a scuola rappresenta invece una scuola che educa a non accettare la violenza, la guerra, i femminicidi, ma piuttosto alla convivenza, all’amore, al rispetto”.

Scritto da: Redazione Novaradio