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Al via il progetto dello studentato a Monna Tessa: “Quasi 500 posti letto in social housing universitario” – ASCOLTA

today19/01/2026

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    Dario Danti, ass. patrimonio non abitativo su studentato Monna Tessa 19012026

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    Alessandra Petrucci, rettrice Università Firenze 19012026

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    Bernabò Bocca, pres. Fondazione CRF 19012026

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    Domenico PIlotta dir. SGR su investimento e tempi 19012026

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    Antonino Turicchi, ad Cassa Depositi e Prestiti Real Asset 19012026

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FIRENZE – Prima pietra simbolica, oggi, per il nuovo studentato universitario di Villa Monna Tessa a Firenze, a pochi passi dall’ospedale di Careggi e dal campus bio-medico dell’Università di Firenze. Nelle intenzioni dei promotori dell’intervento la struttura, che nascerà dalla trasformazione dell’ex padiglione ospedaliero dismesso dal 2018, sarà disponibile per l’anno accademico 2027/28. La specificità dell’intervento prevede la realizzazione di 480 nuovi posti letto a tariffe calmierate, di cui il 50% sulla base dei criteri definiti dal Ministero e il 50% in convenzione con il Comune. 

L’idea è destinarli agli studenti della “fascia grigia”, che non hanno diritto ad un alloggio universitario ARDSU ma che non si possono permettere un affitto a prezzi di mercato.  Per prezzi calmierati, è stato spiegato, si intende 600 euro per la stanza o 300 a posto letto, comprensive di spese per le utenze, ha spiegato Bernabò Bocca, presidente della Fondazione CR Firenze: “Oggi abbiamo un tema di studenti che vengono a Firenze e che purtroppo per questo dilagare degli affitti brevi non sanno non possono affittare appartamenti, quindi questo rende poco competitiva la nostra città dal punto di vista universitario. Quindi iniziative come queste con la creazione di oltre 500 posti letto daranno una risposta concreta a un problema concreto”.

La realizzazione del progetto è promossa dal fondo iGeneration, gestito da Investire Sgr e partecipato dal fondo Fnas di Cdp Real Asset Sgr e dal Fondo europeo per gli investimenti (gruppo Bei) in qualità di anchor investor, nonché da altri investitori istituzionali, tra cui i promotori Fondazione Cr Firenze, l’Università di Firenze e l’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi. “C’è un’idea di calmiere, ma c’è anche il fatto – ha spiegato l’assessore al patrimonio non abitativo Dario Danti –  di dar seguito e di lavorare perché, come sapete, metà di questi posti sono in convenzione con il Comune di Firenze per la precisione 225 posti, su indicazione anche di quello che il consiglio comunale ha espresso, dobbiamo lavorare non solo sulla zona grigia che è importante, ma anche sul diritto allo studio universitario, quindi lavoreremo per attivare rapporti con la Regione Toscana, con l’azienda regionale per il diritto allo studio, perché naturalmente il nostro primo obiettivo è prima di tutto coprire i posti per i capaci meritevoli seppur privi di mezzo”.

L’operazione è stata salutata dalla rettrice di Unifi, Alessandra Petrucci, come una fortunata serie di incontri che hanno permesso di dare una risposta in termini di edilizia universitaria, attivare risorse europee e recuperare così il “gap” lasciato dal mancato sfruttamento dei fondi messi a disposizione su questo asse dal PNRR: “Questo è un edificio simbolo perché è stato il luogo dove, 101 anni fa, è stato il primo paziente a Careggi. Dal nostro punto di vista doveva essere preservato magari con una funzione diversa,  di accoglienza per quanto riguarda gli studenti”.

“Abbiamo attivato risorse europee e quindi per noi è importante per rispondere sempre di più a una domanda per questo tipo di residenze legate agli studenti che serve soprattutto a dare anche prestigio internazionale all’università” ha detto Antonino Turicchi, amministratore delegato Cassa Depositi e Prestiti Real Asset.

L’investimento complessivo, ha spiegato Domenico Pilotta, direttore SGR, è circa 40 milioni, di cui 30 milioni che abbiamo raccolto tra investitori primari, quali CDP, il FEI, investitori nazionali. L’operazione dovrebbe partire entro entro marzo, obiettivo è rendere fruibile l’opera entro ottobre del 2027.

Il progetto, curato dallo studio Rossiprodi Associati, prevede quattro piani destinati alle camere, oltre a un livello seminterrato adibito ai servizi comuni. Quest’ultimo accoglierà le aree per la preparazione e la consumazione dei pasti, spazi palestra/fitness, sale studio e ricreative, biblioteca/emeroteca, nonché un ufficio, depositi e locali tecnici, destinati sia all’uso degli ospiti sia al funzionamento dell’edificio.

 

Scritto da: Redazione Novaradio