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Referendum giustizia, il segretario ANM a Novaradio: “La riforma vuole un CSM diviso e debole, si attuerà il controllo del governo sul pubblico ministero” – ASCOLTA

today19/01/2026

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    Rocco Maurotti, segretario ANM – 19 gennaio 2026

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FIRENZE – “Si divide il CSM in due, lo si spezzetta per renderlo più debole e quindi più facilmente controllabile. E controllare il CSM vuol dire comunque controllare la magistratura. In tutti i paesi europei cui la separazione delle carriere è avvenuto” tramiite “l’indebolimento dell’organo di autogoverno dei giudici, questo ha prodotto una forma di controllo del governo sul pubblico ministero, quindi sull’esercizio dell’azione penale, quindi sulle scelte su chi su chi indagare e chi non indagare”. Parole del segretario dell’Associazione Nazionale Magistrati, Rocco Maruotti, stamani ospite di Novaradio per parlare dei temi al centro della campagna in vista del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, che riguarda la cd. “separazione delle carriere e delle funzioni” tra giudici e pm e la riforma del CSM,

Una campagna che si è infiammata negli ultimi giorno con uno scontro frontale tra i sostenitori del Sì e del No alla riforma, non solo politico ma anche giudiziario. Nei giorni scorsi, inoltre, il Comitato per il SI “Pannella Sciascia Tortora” ha denunciato il comitato per il NO “Giusto di No” per aver diffuso un volantino in cui si leggeva: “Vorreste che i giudici dipendano dalla politica? Se siete contrari allora votate no alla riforma”. L’accusa è quella di aver violato l’articolo 656 del codice penale, per aver diffuso “diffuso notizie false, tendenziose o esagerate, atte a turbare l’ordine pubblico”.

“Lo slogan contenuto in quel volantino – replica il segretario ANM Maruotti – non è altro che la riproduzione delle affermazioni che non solo la Premier Meloni postò il giorno in cui fa approvata la riforma, ma anche il giorno della conferenza stampa di inizio anno, in cui ha detto molto chiaramente che questa riforma serve a contrastare un’invadenza della magistratura nelle scelte di politica del governo e che la magistratura deve collaborare all’attuazione del programma di governo, il che sottintende un ribaltamento dei principi costituzionali. La magistratura non deve collaborare con il governo, la magistratura deve applicare la legge voluta dal Parlamento anche in funzione di controllo del potere a tutela di tutti i cittadini. Anche il ministro Nordio ha detto per ben due volte che questa riforma serve ad assicurare libertà di azione al governo, quindi diciamo in sofferenza rispetto al controllo di legalità e questa libertà di azione si ottiene ovviamente con il controllo politico sui giudici sui pubblici ministeri. E’ un volantino che dice una cosa assolutamente vera che io sono pronto a sottoscrivere”.

Maruotti, che è sostituto procuratore a Rieti, chiarisce che cosa, da PM, lo preoccupa maggiormente della riforma costituzionale: “Si divide il CSM in due, lo si spezzetta per renderlo più debole e quindi più facilmente controllabile. E controllare il CSM vuol dire comunque controllare la magistratura. Si toglie autorevolezza a questo organismo di rilevanza costituzionale presieduto dal Presidente della Repubblica attraverso la previsione del sorteggio dei suoi membri, un meccanismo di selezione che non premia il merito e la capacità di chi invece deve andare a svolgere una funzione molto delicata e difficile. Infine si esternalizza la funzione disciplinare per affidarla a un tribunale speciale in un’ottica di ulteriore controllo, intimorendo i magistrati”: si usa quindi “la leva disciplinare come strumento di condizionamento dell’operato dei giudici e dei pubblici ministeri”.

E a chi sostiene che questo modello esiste anche in altri paesi cosa risponde? “ In tutti i paesi europei in cui si è verificata la separazione delle carriere dei magistrati operate in questo modo (cioè con) l’indebolimento di quell’organismo che ha come compito quello di tutelare l’autonomia e indipendenza dei magistrati, questo ha prodotto una forma di controllo del governo sul pubblico ministero, quindi sull’esercizio dell’azione penale, quindi sulle scelte su chi su chi indagare e chi non indagare. Per di più, aggiungo che il principio dell’autonomia e indipendenza della magistratura da ogni altro potere è scritto anche in costituzioni di paesi come la Corea del Nord, l’Iran, l’Egitto, la Russia, Cuba e non mi pare che in questi paesi la magistratura sia autonoma e indipendente come viene declamato nelle loro costituzioni. Non basta affermare un principio ma è necessario che il principio sia supportato dagli strumenti che ne garantiscono l’attuazione. E un CSM forte, serve proprio a garantire la effettiva applicazione di quel principio di autonomia. Senza, questo principio è messo direttamente in discussione”.

Lo scontro è anche, e non ultimo, sulle procedure e sulla data del voto. Il governo vorrebbe fa svolgere la consultazione il 22 e 23 marzo prossimi, ma per il Comitato per il NO promosso da alcuni cittadini si tratta di una forzatura: per fissare la data si sarebbe dovuto aspettare il completamento della raccolta delle 500 mila firme da parte dei cittadini, che si è conclusa a tempo di record solo nelle ultime ore. “Questa raccolta firme ha già ottenuto un risultato perché il governo avrebbe voluto fissare le votazioni l’1 e il 2 marzo e invece in ragione di questo percorso ha virato sul 22-23 marzo” commenta Maruotti: “Ora c’è un ricorso pendente davanti al TAR Lazio, vedremo cosa accadrà, ci rimettiamo alla decisione del giudice amministrativo”.

Scritto da: Redazione Novaradio