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Dehors, approvato il nuovo regolamento. Il Pd: “Giusto equilibrio tra interessi”. La Sinistra “Piano sbilanciato a favore dei locali” – ASCOLTA

today20/01/2026 1

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    Dmitrij Palagi, consigliere comunale Sinistra Progetto Comune – 20 gennaio 2026

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    Luca Milani, capogruppo PD Consiglio Comunale – 20 gennaio 2026

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FIRENZE – Il Consiglio comunale di Firenze ha approvato a maggioranza – favorevoli Pd, Avs-Ecolò e lista Funaro, contrarie le opposizioni presenti ovvero Fdi, Spc e M5s – il nuovo regolamento per i dehors a Firenze, che blocca l’aumento della superficie complessiva delle concessioni per i tavolini fuori dai locali in area Unesco, fissa sanzioni più alte e sospensioni per violazioni reiterate, la chiusura dei locali alla seconda occupazione abusiva, l’obbligo di assunzione del personale nel rispetto dei Contratti collettivi nazionali per poter ottenere una concessione.

Nel regolamento, a seguito di un recente accordo tra Comune e Soprintendenza, sono elencate 60 strade in cui non è possibile installare alcun dehors, 20 in cui non è possibile aumentare la superficie, e sono individuate cinque tipologie di dehors ammissibili: ci sono anche 73 strade in cui sono consentite solo determinate tipologie di installazione. Il testo fissa il blocco alla situazione attuale delle superfici complessive autorizzabili, che ammontano a 12.400 metri quadrati circa. Per poter presentare istanza di concessione c’è tempo fino al 30 aprile.

Nel regolamento finisce, in extremis, anche la disciplina dei dehors nella piazza monumentali, ed in particolare piazza della Repubblica, dove si prevede l’applicazione su tutta la piazza del “modello Gilli”, con pedane rialzate e coperte ma con superfici ridotte, più basse e distanziate, con un’occupazione di suole che diminuirà di 200 metri quadri.

Tra le novità introdotte durante la discussione in aula rispetto al testo presentato dalla giunta, i divieti all’uso della plastica e della pubblicità, l‘obbligo di esporre in modo visibile le planimetrie e il numero massimo dei coperti dei dehors da parte delle attività; tutte le concessioni per dehors saranno geolocalizzate in open data. Altra novità, l’innalzamento della sanzione minima per le irregolarità riscontrate.

“Un risultato importante – ha commentato la sindaca Sara Funaro – perché il regolamento introduce elementi di forte novità, a partire dalla sintesi ottenuta per un equilibrio tra le esigenze di chi vive la città e di chi nella città lavora”.

“Questo regolamento – dice il capogruppo PD in Palazzo Vecchio, Luca Milani, stamani a Novaradio – inserisce dei degli elementi che ci consentiranno di avere un maggior controllo, perché fino a ora le pene previste erano solo del tipo sanzionatorio. Ad esempio abbiamo introdotto la possibilità di chiudere per 3 giorni quegli esercizi che non rispettano il regolamento, in modo particolare poi sull’abusivismo”. Inoltre, aggiunge, “abbiamo introdotto degli elementi di valore rispetto alla tutela dei lavoratori perché per avere la concessione sarà necessario dimostrare che si applicano i contratti nazionali di settore”, “e non si faccia utilizzo dei cosiddetti contratti pirata”. “Rispetto anche agli ordini del giorno – conclude – la maggioranza ne ha consegnato uno dove si chiede una revisione dei canoni perché chi sceglie di fare un’occupazione più impattante dovrà contribuire di più, mentre oggi pagano allo stesso modo. E chi contribuisce di più, spiega Milani, “avremmo deciso che non vada nel bilancio generale del Comune, ma che sia destinata in modo particolare ad aumentare le risorse già assegnate per la ristrutturazione del patrimonio edilizio popolare. Se ogni anno 20 alloggi popolari in più vengono destinati grazie ai dehors di Piazza della Repubblica, almeno si farà sicuramente contenti 20 nuclei familiari della città”.

Approvati due emendamenti, uno di Spc e l’altro di Avs-Ecolò: quest’ultimo parla dell’applicazione “alla totalità del personale dipendente assunto, da parte del concessionario, del contratto collettivo nazionale e territoriale in vigore per il settore” come condizione per avere la concessione per installare il dehor. Accolto anche un emendamento che prevede uno sconto sul canone di concessione per gli esercizi che applicheranno il salario minimo  di 9 euro a tutti i dipendenti.

“La lettura complessiva che diamo – commenta Dmitrij Palagi, spigando il voto contrario al regolamento di Sinistra Progetto Comune – è che è un regolamento squilibrato a favore delle attività economiche, con alcuni paletti che hanno evitato che la cosa fosse ancora peggiore. Ma non c’era nessuna disponibilità a un reale confronto con chi stava fuori dalla maggioranza. Credo che questo sia fondamentalmente un regolamento che anche un’amministrazione di centrodestra avrebbe potuto approvare. Quello che manca è effettivamente una riflessione sul ruolo del pubblico all’interno di questa città e su come il solo pubblico può essere utilizzato senza dipendere esclusivamente dalle categorie economiche”. Riguardo invece agli emendamenti approvati, Palagi mostra di no apprezzare particolarmente l’aumento delle sanzioni minime perché “qualche centinaio di euro non è quello che può effettivamente disincentivare” comportamenti scorretti o violeazioni del regolamento. Soddisfatto invece per le norme che obbligano all’applicaizone dei contratti e la premialità per chi applica il salario minimo ai lavoratori: “Semplicemente dice che quando si richiede il suolo pubblico si deve dimostrare di applicare per il personale un contratto collettivo adeguato e che corrisponde alle organizzazioni sindacali più rappresentative. Questo crea un problema, l’abbiamo detto in aula, per quanto riguarda la realtà come i sudcoas eh però, sicuramente, è un segnale positivo”. Insoddisfazione invece per un altra norma, quella che porta alla revoca della concessione in caso di lavoro nero: “Prima era possibile sanare la posizione regolarizzando i lavoratori, e quindi si incentivava all’emersione”. Adesso invece non più.

Durante la discussione, il consigliere di FDI Matteo Chelli ha chiesto di togliere una parte dell’autoemendamento proposto dalla giunta che prevedeva la possibilità da parte della giunta di modificare l’elenco di strade dove è vietata l’estensione della superficie complessiva già concessa. “Siamo disponibili a cassare questo punto”, ha detto l’assessore allo sviluppo economico Jacopo Vicini.

Scritto da: Redazione Novaradio