Uncategorized

Sollicciano, è morto il 29enne che aveva tentato il suicidio. Ass. Pantagruel: “Non doveva essere in carcere” – ASCOLTA

today29/01/2026

Sfondo
share close
  • cover play_arrow

    Stefano Cecconi, vipres. Ass. Pantagruel – 29 gennaio 2026

 –

FIRENZE – Non ce l’ha fatta E.A, il detenuto di 29 anni che domenica scorsa è stato soccorso dai agenti e sanitari del carcere di Sollicciano dopo un tentativo di suicidi. Nella giornata di ieri i medici dell’ospedale di Careggi, dove il giovane era stato trasportato d’urgenza, hanno constatato la morte cerebrale. Si tratta del primo caso di suicidio del 2026 a Sollicciano dopo le quattro morti dei 2025.

Il detenuto si trovava nella casa circondariale per non aver rispettato l’obbligo di firma a seguito di una condanna per rapina in un negozio del centro di Firenze. “Non doveva trovarsi là” è la denuncia della famiglia. “Un caso evitabile” osserva a Novaradio Stefano Cecconi dell’associazione Pantagruel che con i suoi volontari entra in carcere tutte le settimane: “Una persona che probabilmente non doveva andare in carcere, un ragazzo che comunque aveva una famiglia, una famiglia radicata sul territorio fiorentino. Rimane l’amarezza profonda per queste persone che noi non riusciamo a gestire, e l’unico modo che rimane allo Stato è ‘mettiamolo in carcere’”.

E poi rilancia un allarme in particolare sulla questione della devianza minorile: “Non si pensi di chiudere questi ragazzi in carcere, perché sennò il problema non si risolve, innanzitutto, e poi dopo io e te forse ci dobbiamo riascoltare o risentire per parlare di effetti drammatici addirittura su persone minori, cioè in special modo sui minori dobbiamo come società e come istituzioni fare molto molto di più e evitare che questi ragazzi vadano a finire in carcere.

Scritto da: Redazione Novaradio