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Lavoro, Ires-Cgil: “In Toscana a rischio 20.000 posti. Serve un cambio radicale nelle politiche industriali del governo” – ASCOLTA

today04/02/2026

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    Maurizio Brotini presidente Ires Cgil

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    Rossano Rossi, segretario Cgil


FIRENZE – In Toscana aumentano il lavoro povero e la cassa integrazione. Nei primi nove mesi del 2025 le ore di Cigs sono raddoppiate rispetto al 2024, superando quota 16 milioni. E non crescono gli investimenti, +0,7% a fronte di una stima su scala nazionale del 2,4%. È quanto emerge dal focus di Ires-Cgil sull’economia regionale presentato a Firenze. “Siamo dentro una trasformazione che ha i caratteri della crisi, senza un cambio di modello di sviluppo, il rischio è una stagnazione di lungo periodo”, afferma il presidente Maurizio Brotini. “E il pericolo concreto, aggiunge, è che finendo gli effetti del Pnrr e del bonus 110 in edilizia si arrivi al “collasso del sistema”.

Nel 2025 l’aumento del Pil è stimato allo 0,3%, inferiore alla media nazionale e, guardando al lungo periodo, è appena superiore a quello del 2007. Sul fronte lavoro, aumenta il tasso di occupazione, ma diminuiscono i lavori stabili e ben pagati. Il salario medio mensile nel settore privato è di 1.403 euro, ma per ben 115mila persone, concentrate nei servizi di ristorazione, la cifra è di 738 euro. “Complessivamente – sottolinea ancora Brotini – ci sono 200.000 persone che in Toscana guadagnano meno di 1.000 euro”.

Sul fronte occupazionale la stima è di 20.000 posti in bilico, limitandosi esclusivamente a chi si trova in cassa integrazione straordinaria. Per quanto riguarda quella ordinaria, nel 2025 è cresciuta del 29%, con il 90% nell’industria. La maggior parte delle ore è concentrata a Firenze e provincia (36%), seguita da Livorno (17,3%), Pisa (13,1%) e Arezzo (8,9%), sebbene la crescita più importante sia registrata a Siena. Per il 2026 i principali fattori di rischio, spiega Andrea Cagioni, ricercatore che ha curato il report, “il prolungamento della crisi manifatturiera, la centralità della rendita immobiliare e finanziaria e le incertezze geopolitiche, che potrebbero tradursi in nuovi aumenti dei costi energetici”.

“Chiediamo un cambiamento radicale delle politiche industriali di questo governo, che sta comunque distribuendo risorse, secondo schemi vecchi, date a pioggia”, risorse che “non sono minimamente legate a politiche di sviluppo e tantomeno occupazionali”, è l’appello di Rossano Rossi, segretario della Cgil Toscana. “Il governo deve capire che servono politiche industriali vere, investimenti pubblici e privati, contrattazione e qualità del lavoro. Senza una svolta, rischiamo di lasciare indietro intere generazioni. Noi non vogliamo questo e continueremo a mobilitarci”.

Scritto da: Redazione Novaradio