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Rojava, l’accordo “fragile” tra le forze governative e i curdi e il rischio di una nuova repressione etnica – ASCOLTA

today06/02/2026

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    Mattia Berera, Accademia della modernità democratica – 6 febbraio 2026

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ROJAVA – Di pochi giorni fa la notizia, rimbalzata anche sui media occidentali, dell’ingresso delle truppe del governo provvisorio siriano nelle principali città ancora controllate dal Confederalismo democratico della Siria del Nord Est, come Hasakah e Quamisli. E’ l’effetto dell’accordo siglato tra le milizie che fanno capo al leader Al Shaara (già Al Jolani) e le milizie curdo-siriane riunite nelle Forze Democratiche Siriane (tra cui Ypg/Ypj) che prevede l’ “integrazione / incorporazione” delle milizie armate del Rojava all’interno delle forze di sicurezza dello Stato Siriano.

Un passaggio tutt’altro che scontato, come testimoniano i colpi di arma da fuoco e le reciproche accuse che si sono incrociate al momento dell’ingresso nelle città curde. “E’ un intesa estremamente fragile, frutto di un ridimensionamento delle pretese di Al Jolani ma anche della debolezza delle forze del rojava, spiega a novaradio Mattia Berera, dell’Accademia della Modernità Democratica, esperto di questioni siriane: “Il rischio di nuove repressioni si base etnica come quelle subite da Drusi e Alawiti c’è eccome – dice – e anche di una fine del Rojava. Molto dipenderà dalla capacità di resilienza delle strutture sociali costruite nelle comunità locali in questi 14 anni di costruzione del Confederalismo Democratico”

 

Scritto da: Redazione Novaradio