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Comunali Sesto Fiorentino, il PD sestese “stoppa” le auto-candidature di Pecchioli e Sforzi: “Fughe in avanti, serve un confronto”

today12/02/2026

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SESTO FIORENTINO (FIRENZE) – Dibattito pieno all’interno del Pd di Sesto Fiorentino (Firenze) che va al rinnovo del Comune dopo l’ingresso del sindaco Lorenzo Falchi (Sinistra Italiana) al Consiglio regionale come eletto.

Nei giorni scorsi una petizione con 101 firme ha avanzato la candidatura dell’assessore allo sport uscente Damiano Sforzi (Lista X Sesto), nome che ha incontrato una positiva accoglienza da Jacopo Madau, segretario provinciale di Sinistra Italiana, il partito dell’ex sindaco  Lorenzo Falchi e forza politica chiave. Dall’altra parte, però,  è arrivata una nota in cui da parte degli iscritti al PD di Sesto Fiorentino si formalizzava la richiesta di candidatura a sindaco di Claudia Pecchioli, 33 anni, già da novembre 2025 sindaco facente funzione, sottoscritta dal 40% degli iscritti. Tra i firmatari ci sono coordinatori di circolo, consiglieri comunali e assessori. Una candidatura con una stoccata rivolta alla segreteria del partito:  “A distanza di una settimana – si leggeva nelle nota – colpisce il mancato riscontro della segreteria che non considera che esista una richiesta arrivata da una parte così consistente del partito a cui ha il dovere statutario di dare seguito”. Come infatti confermerebbero alcune indiscrezioni sulla stampa locale, la candidatura di Pecchioli non sarebbe sostenuta dalla segreteria locale e regionale del PD.

A cercare di placare gli animi è oggi Sara Bosi, segretaria locale Dem, intervenendo con una nota: “Le uscite sui giornali che avanzano la candidatura di Sforzi e di Pecchioli sono per me fughe in avanti che non aiutano la possibilità di trovare un candidato condiviso liberamente”, scrive, aggiungendo poi di aver “avuto modo di spiegare, in più di un’occasione a Claudia Pecchioli, come iscritta Pd che, sulla base di numerosi riscontri interni, la sua candidatura non è in grado, in questo momento e con queste modalità, di garantire l’unità del partito, non avendo un consenso maggioritario”.  “Per questa ragione – prosegue Sara Bosi – ho evidenziato la necessità di lavorare ad una sintesi politica nel partito, capace di evitare uno scontro che, nei fatti, ci avrebbe indebolito come Pd e al tavolo della coalizione” e “per questo confermo che da tempo ho segnalato il fatto che non condivido che si sia voluta rendere pubblica un’autocandidatura prima di un confronto interno, necessario per far maturare un consenso condiviso, e sviluppato in un dibattito aperto e libero”. “Siamo oggi alle uscite sulla stampa, che hanno finito per complicare ulteriormente il quadro” scrive ancora Bosi che scandisce: ” Il Pd, né sestese, né fiorentino, né toscano ha sostenuto ancora alcuna candidatura, come scritto in alcuni articoli, e quando questo avverrà, sarò direttamente io come segretaria, ad annunciare tempi e modalità, per garantire una partecipazione aperta, libera e consapevole”.

Scritto da: Redazione Novaradio