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La Prato “libera, operaia e antifascista” si mobilita contro il corteo sulla “remigrazione” del 7 marzo – ASCOLTA

today26/02/2026

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    Sarah Caudiero, Sudd Cobas – 26 febbraio 2026

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PRATO – Assieme a Bergamo e Piacenza, la città di Prato è una delle tre città scelte come teatro della manifestazione-corteo nazionale, promossa per il 7 marzo prossimo dal comitato “Remigrazione e riconquista”, organizzazione di estrema destra nata nel settembre 2025 per promuovere la criticatissima proposta di legge di iniziativa popolare che punta riformare le politiche sull’immigrazione, introducendo la possibilità di espellere non colo i cittadini stranieri non in regola o autori di reati, ma anche quelli regolarmente presenti in Italia.

Contro quest’iniziativa, e più in generale contro le politiche che criminalizzano i migranti, si sta mobilitando la società civile democratica, antifascista e antirazzista – pratese e non solo – composta di un ampio schieramento di soggetti di base e organizzati, sindacati, associazioni: è già stato lanciato un appello ad una contro-manifestazione, dal titolo “Prato Operaia Libera Antifascista” , già convocata per il 7 marzo prossimo.  

“Remigrazione vuol dire deportazione” attaccano i promotori dell’appello, tra cui e così un gruppo di soggetti, tra cui Sudd Cobas, Comitato 25 aprile, Coordinamento Migranti Prato, Collettivo di fabbrica GKN, cui si stano in queste ora aggiungendone altri: “Perché ogni attacco contro “gli stranieri” è solo un modo per attaccare tutti i lavoratori e le lavoratrici.

Una mobilitazione necessaria contro la deriva razzista e autoritaria, tanto più perché l’iniziativa della destra cade in una data non qualunque per la città e la sua storia. “Il 7 marzo è il giorno dell’anniversario degli scioperi del 1944 a Prato”, di “uno sciopero generale partecipatissimo ” cui seguì “la deportazione di più di 130 operai mandati nei campi di concentramento” ricorda Sarah Caudiero del sindacato Sudd Cobas: “E’ ancora più grave che si pensi di venire quel giorno a parlare di deportazione. Quello del 7 marzo è un evento che ci ricorda come il fascismo ha avuto sempre come nemico principale i lavoratori e le lavoratrici –  spiega – e per noi parlare di un progetto di deportazione degli stranieri, significa attaccare i lavoratori e le lavoratrici”. “E’ chiaro come l’obiettivo sia quello di dividere i lavoratori e lavoratrici tra italiani e stranieri per per indebolire quelle che sono le lotte sindacali” aggiunge,

In vista di quell’appuntamento, sabato prossimo 28 febbraio, è stata convocata una assemblea pubblica presso il circolo ARCI Curiel (via Filzi 39/m, dalle 15,30): “Stiamo facendo assemblee anche nei magazzini nelle fabbriche e abbiamo lanciato questa assemblea per organizzare insieme la mobilitazione – dice ancora Caudiero – un’assemblea che vuole essere il più aperta possibile Noi abbiamo fatto la proposta appunto di una manifestazione che parta da Piazza delle Carceri e che possa essere unitaria e larga”.

Anche in questo caso, una scelta non casuale: piazza delle Carceri è il luogo dove gli operai rastrellati vennero riuniti prima di esser inviati nei lager. Anche loro, spiegano i promotori dell’appello alla contro-manifestazione “erano operai. Erano italiani. Erano colpevoli di sciopero. Prato è città di immigrati. È città operaia. Quindi è, e rimarrà, città antifascista”.

Scritto da: Redazione Novaradio