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Toscana, variazione da 80 milioni per riequilibrare il bilancio della sanità. Monni: “Curare è investimento, l’aumento dell’Irpef rimane” – ASCOLTA

today03/03/2026

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    Monia Monni, ass. sanità Toscana su bilancio 2025 e addizionale irpef 03032026

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TOSCANA – La Giunta regionale della Toscana ha approvato una variazione di bilancio da 80 milioni di euro necessari per chiudere in pareggio il bilancio consolidato 2025 del Servizio sanitario toscano: la variazione ora passerà all’esame del Consiglio regionale. E’ quanto annunciato dall’assessore regionale alla salute e alle politiche sociali Monia Monni: “I conti sono in ordine – ha detto Monni – abbiamo fatto poco tempo fa una prima variazione da 130 milioni e abbiamo approvato nella giunta dei giorni scorsi un ulteriore variazione da 80 milioni. Voglio precisare che sono investimenti, sono risorse che vanno a coprire i bisogni che non vengono riconosciuti dal Fondo sanitario nazionale, cure che noi decidiamo di offrire comunque ai cittadini e alle cittadine toscane perché le riteniamo indispensabili”.

Per fare alcuni esempi, ha aggiunto Monni, “una parte del trasporto sanitario è coperta da questa cifra, le terapie Aba per i bambini autistici, le parrucche per le malate oncologiche, una larga parte dei medicinali e delle cure di cui hanno bisogno i bambini e le bambine che soffrono di malattie rare, quindi bisogni che sono importanti e dei quali la nostra regione decide di farsi carico”.

Le risorse della variazione di bilancio, è stato precisato, provengono per 30 milioni dall’adeguamento della previsione di gettito dell’addizionale Irpef, 25,72 milioni da accantonamenti a garanzia del pagamento delle rate di mutuo non più necessari e 24,27 milioni dal fondo di riserva. Parlando dell’addizionale Irpef, Monni ha detto di ritenere che “sia una misura giusta, è proporzionale al reddito ed è giusto che chi può permetterselo paghi qualcosa per aiutare chi invece è più in difficoltà. Stamani abbiamo presentato anche il nono rapporto sulla povertà che racconta una situazione molto dura di persone che rinunciano anche alle cure, quindi per noi è indispensabile per ora mantenere l’Irpef. Per me – ha concluso – il bisogno di cura prevale, e quindi secondo me l’addizionale Irpef deve rimanere”.

Scritto da: Redazione Novaradio