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Prato, domani la città antirazzista si mobilita contro la destra fascista della “Remigrazione” – ASCOLTA

today06/03/2026

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    Simone Ferretti, pres. Arci Toscana – 6 marzo 2026

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    Sarah Caudiero, Sudd Cobas Firenze Prato – 6 marzo 2026

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FIRENZE – Giornata ad alta tensione domani a Prato:  il “Comitato Remigrazione e Riconquista”, vicino all’estrema destra e ai vannacciani di “Futuro Nazionale” ha convocato una manifestazione per sostenere la sedicente “proposta di legge di iniziativa popolare” sulla remigrazione per introdurre la possibilità di rimpatrio anche di cittadini migranti in regola.

Nonostante le proteste levatesi in città sulla inopportunità della manifestazione, sia dal punto di vista politico che della scelta della data – cade nell’anniversario degli scioperi antifascisti del 1944 che portarono alla deportazione di 133 persone nei lager – la Questura ha autorizzato il presidio in programma in Piazza Europa alle 15.

A rappresentare il rigetto delle politiche e della filosofia della “remigrazione”, la Prato democratica, antirazzista e antifascista da settimane sta organizzando un’ampia contro-mobilitazione. E così realtà di base, associazioni, partiti e sindacati domani riempiranno le due principali piazze del centro storico: dalle 15,30 piazza del Duomo con i Sudd Cobas, il Comitato Migranti e il Collettivo di fabbrica ex GKN, e dalle 16 piazza delle Carceri con Arci, Anpi, Cgil.

“Remigrazione significa deportazione” ribadiscono i Sudd Cobas: “Il progetto a livello europeo che questi soggetti vorrebbero – attacca Sarah Caudiero – è l’idea di deportare tutte le persone straniere, e anche chiunque abbia origini non italiane, e sappiamo bene come potrebbe essere difficile distinguere. Questo ci ricorda molto chiaramente quello che è stato il progetto nazista. Purtroppo ci troviamo in una situazione in cui l’assurdo diventa e vuole diventare normale”.

“Ogni attacco contro gli stranieri è solo un modo per attaccare tutti i lavoratori” per avere una classe operaia “impaurita, ricattata, divisa”. Ecco perché il sindacato da giorni prepara la mobilitazione con assemblee di base e già oggi si parte con gli scioperi e la protesta dei lavoratori stranieri sfruttati e malpagati di tante realtà produttive del territorio: stamattina con una serie di volantinaggi, speakeraggi e iniziative al Macrolotto 1, 2 e 3, e oggi pomeriggio con un “iftar” (rottura del digiuno del Ramadan in segno di protesta) e un’assemblea alle 19 alla Casa del Popolo di Cafaggio a Prato.

“Al peggio non c’è mai fine” commenta amaro il presidente Arci Toscana Simone Ferretti: “La destra estrema cerca di alzare la testa e di proporre delle idee assurde rispetto al loro modello di società, dove vi è una superiorità italiana che deve essere affermata in ogni modo”. “Una manifestazione che dovrà essere la più partecipata possibile e che dovrà cercare di proporre un un paese differente che non è quello della superiorità razziale” e “dei campi in Albania”  e delle “politiche selettive” sulla “italianità da difendere”, che ha vari sostenitori a partire dai “generali entrati in politica” e che “rappresenta oggi più che mai una sfida da combattere”.

Scritto da: Redazione Novaradio