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Aria in gola - 9 marzo 2026
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Federico Valacchi, pres. Faib Confesercenti Toscana – 10 marzo 2026
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TOSCANA – Il caro carburante scatenato dalla nuova guerra in Medio Oriente è arrivato in pochi giorni anche alle pompe di benzina della Toscana: dalla costa all’interno si segnalano aumenti generalizzati del 5% per il gasolio e del 2% della benzina del 2%, ma con picchi fino a 30 centesimi al di sopra dei prezzi medi. Rincari ovviamente legati all’atteso shock sul prezzo del petrolio – ieri ha sfondato i 120 dollari al barile per poi ridiscendere dopo l’annuncio dei ministri G7 sull’uso delle “riserve strategiche” – ma non giustificabili in base funzionamento della catena di rifornimento e stoccaggio.
Per contrastare possibili speculazioni, la Guardia di Finanza ha predisposto anche nella nostra Regione una task force per effettuare controlli mirati sui distributori e sanzionare eventuali irregolarità. La Faib Confesercenti, categoria che riunisce i benzinai, però no ci sta ad essere messa “all’indice” e va al contrattacco: “Se il governo continua a girarsi dall’altra parte e a non affrontare la riforma del settore dei carburanti, siamo pronti allo sciopero”.
“Non ci stiamo al gioco al massacro” e allo scaricabarile sui distributori, denuncia Federico Valacchi, presidente dell’associazione dei benzinai Faib Confesercenti Toscana, parlando stamani ai microfoni di Novaradio: “Il margine di guadagno del gestore è fisso, 5 centesimi lordi per ogni litro erogato, indipendentemente dalle oscillazioni del mercato o dai rincari alla pompa. Ogni aumento di prezzo viene deciso dalle compagnie petrolifere. Noi distributori guadagniamo un fisso al litro, per cui per noi più il prezzo è basso, meglio è”.
In tutto questo, attacca la Faib Toscana, il Governo resta inerte e beneficia indirettamente dell’aumento del gettito fiscale attraverso l’Iva applicata sulle accise, una sorta di tassa occulta che penalizza ulteriormente i consumatori. Ed è invece proprio al governo che i gestori delle pompe chiedono di intervenire: “Serve un intervento immediato per ridurre i prezzi al consumo, ad esempio con l’accisa mobile o con la riduzione dell’Iva che ora è al 22%”.
Sullo sfondo, aggiunge, rimane il nodo della mancata approvazione del ddl di riforma di settore, fermo in Parlamento, che per Faib Toscana poterebbe una modernizzazione delLa rete, maggiori tutele per i gestori e maggiore trasparenza: “Se il Governo continuerà a ignorare le nostre richieste siamo pronti allo sciopero”
Scritto da: Redazione Novaradio
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