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Aria in gola - 9 marzo 2026
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Vannino Chiti, pres. ISRT su visita Mattarella 10032026
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Chiti su vassoio Ventotene 10032026
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Funaro su Mattarella 10032026
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Eugenio Giani su visita Mattarella ISRT 10032026
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Mattarella sui 150 anni della Scuola di Scienze Politiche Cesare Alfieri
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Mattarella su contemporaneità
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FIRENZE – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato in tarda mattina all’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea, seconda tappa della sua giornata fiorentina, dopo la cerimonia al Teatro del Maggio per il conferimento della laurea honoris causa in Politica, istituzioni e mercato.
Ad accogliere il capo dello Stato il presidente dell’Isrt Vannini Chiti, assieme al presidente della Toscana Eugenio Giani e la sindaca di Firenze Sara Funaro. Presenti anche una ventina di persone di fronte all’Istituto che hanno acclamato il presidente “Sergio, Sergio”. Uno dei presenti ha anche gridato ‘Baluardo della nostra democrazia”.
La visita è durata circa una ventina di minuti, durante la quale il Presidente ha incontrato i membri del Consiglio direttivo, i dipendenti e i ricercatori dell’Istituto, e si è fatto illustrare le attività di archivio, ricerca scientifica, e quelle formazione ai giovani e alle scuole. “L’ho ringraziato perché la visita all’istituto non è solo un dono a noi o a chi guarda a questo Istituto – ha detto Chiti – ma agli Istituti nel nostro paese, che vogliamo essere la casa della memoria della libertà e della democrazia”
Al Presidente Mattarella è stato fatta vedere una serie di oggetti dal forte valore storico e simbolico che l’Istituto conserva, tra cui il famoso “Vassoio di Ventotene”, realizzato nel 1940 da Carlo Rosselli come dono all’amico antifascista Nello Traquandi, anch’egli confinato nell’isola, e che raffigura altri “padri” della democrazia italiana come Sandro Pertini, Umberto Terracini, Altiero Spinelli e Eugenio Colorni. “Ha voluto una descrizione di tutte le persone che ci sono rappresentate, poi le abbiamo fatto vedere una navicella che è la pubblicazione che fa la Camera dei parlamentari e avevamo una delle prime edizioni, quella durante la Costituente, tra i cui deputati c’era anche il padre Bertrando Mattarella” e altri documenti storici.” Il presidente è stato molto interessato e insomma è stata una bella esperienza che ci ha dato a tutti gioia”.
Dopodiché il Presidente Mattarella ha lasciato l’Istituto, salutato da un applauso delle persone presenti all’esterno.
“Una vita dedicata alla alle istituzioni, una vita dedicata alla cosa pubblica e soprattutto una vita dedicata al bene del nostro paese” ha detto la sindaca Funaro parlando del Capo dello Stato. E sulla visita all’Istituto ha detto: “E’ il segnale a quelli che sono le sensibilità e valori fondanti che il presidente sempre riconosce e che devono essere mantenuti sempre alti”.
“Ho la percezione che il presidente Mattarella a Firenze si trovi bene, si trovi a casa, a proprio agio, perché lo vedo disteso, voglioso di approfondire tutte le questioni anche qui con l’Istituto storico della Resistenza” ha commentato al termine della vista il governatore della Toscana, Eugenio Giani, che nell’occasione ha annunciato l’intenzione della Regione di accogliere la richiesta dell’Istituto e trasferirlo in una nuova sede: “Il presidente Vannino Chiti mi chiede di trovare anche una sede più spaziosa, di più adeguata, vi sono anche problemi di infiltrazioni. Lo faremo, lo porteremo a Villa La Quiete”, sulle colline di Castello, più ampia a adatta alla conservazione dei documenti.
Molti applausi anche stamattina al Teatro del Maggio alla fine del discorso che il presidente della Repubblica ha tenuto in occasione del conferimento della laurea honoris causa. “Il significato prevalente che io avverto in questa cerimonia risiede nel celebrare i 150 anni della Cesare Alfieri”, ha detto Mattarella ricevendo la laurea. “150 anni fa la scuola di scienze sociali Cesare Alfieri nacque col proposito di formare la dirigenza dell’Italia da poco unificata. L’obiettivo era conferire ai giovani una moderna preparazione, con la confluenza di studi giuridici, storici, economici e sociali. Una formazione con lo sguardo alla contemporaneità”.
Mattarella è tornato sulla contemporaneità alla fine del suo discorso: “La contemporaneità – ha detto – sta imponendo sfide rivoluzionarie nell’ordine internazionale e in quello economico con evidenti riflessi sugli assetti e sugli ambiti istituzionali. I protagonisti degli scenari globali con grande e crescente influenza sulla vita quotidiana di singoli e di comunità sono soggetti tecnologici e finanziari. Sovente vi si fondono i due aspetti, non si tratta di fenomeni completamente nuovi. Nuova è la pretesa di abbattere gli impegni assunti dopo la Seconda Guerra Mondiale per dare ordine ai rapporti internazionali su base di parità tra gli Stati”. “Un contributo fondamentale in questo quadro a una convivenza più giusta e più libera deve vedere protagonista il mondo della cultura e istituzioni come la Cesare Alfieri. Vi è l’esigenza di rimettere al centro la persona, i valori umani e universali il senso di comunità che accresce il valore delle relazioni tra le persone del rispetto e del reciproco riconoscimento di dignità e di diritti.”
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Scritto da: Redazione Novaradio
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