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Apuane Libere ricorre al Tar contro la riapertura di due cave a Vagli di Sotto – ASCOLTA

today11/03/2026

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    Gianluca Briccolani su ricorso Apuane Libere cave Vagli di Sotto 11032026

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TOSCANA – L’associazione Apuane Libere ha presentato ricorso al TAR contro l’apertura di due antiche cave, chiuse da 60 anni e ormai rinaturalizzate, decisa dal Comune di Vagli di Sotto (LU). All’origine, spiega l’associazione, molteplici i profili di irregolarità rilevati sia di merito che di metodo: da una serie di irregolarità in sede di istruttoria alla mancata considerazione delle normative europee che riguardano i siti Habitat e i Geoparchi Unesco di cui fa parte il territorio del Parco delle Apuane,

“Quelle cave sono inutilizzate da 60 anni e ormai rinaturalizzata, manca perfino la strada di accesso” attacca Giancluca Briccolani, presidente di Apuane Libere, che segnala anche i rischi ambientali legati la presenza di una cavità carsica profonda 450 metri, che sarà intercettata dai lavori, e per il locale eremo di San Viviano nella Valle d’Arnetola. “E’ ora di finirla, di produrre questo estrattivismo che non che lascia che polvere nei territori” tuona, segnalando perfino una “ordinanza ad personam” del sindaco di Vagli, che ha proibito l’accesso a escursionisti, speleologi, alpinisti e anche cercatori di funghi  alle zone interessate dalle cave.

Il caso di Vagli di Sotto non è che l’ultimo di una serie di riaperture o riattivazione di siti estrattivi condotti in violazione delle normative sui divieti delle cave in quota e nei siti naturalistici protetti. Mentre il Piano integrato per il Parco rimane fermo da diversi anni alla quarta commissione, l’associazione intanto sta preparando delle schede ad hoc da mandare al Ministero dell’Ambiente per certificare il fatto che le sulle Alpi Apuane c’è ancora tanto da fare sul fronte del ripristino ambientale delle cave: “Questo è un obbligo, lo chiede la “Nature Restoration Law votata dal Parlamento europeo nel 2024, che obbliga gli stati membri a ripristinare almeno il 30% entro il 2030. E la Toscana? “A quanto ci risulta – conclude Briccolani – Non ha neppure iniziato”.

Scritto da: Redazione Novaradio