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Referendum costituzionale sulla giustizia: a Novaradio le ragioni del “Sì” e del “No” a confronto – ASCOLTA

today19/03/2026 2

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    Speciale Referendum costituzionale – Riforma Giustizia – avv. Duccio Baglini (Comitato per il Sì) – dott. Alessandro Nencini (Comitato Giusto del No) – 19 marzo 2026

FIRENZE – Separazione delle carriere, sdoppiamento del CSM, introduzione del sorteggio per la scelta dei suoi membri, creazione dell’Alta Corte Disciplinare, indipendenza della magistratura, maggior tutela dei cittadini di fronte alla legge, efficienza della giustizia. A due giorni dalla conclusione della campagna referendaria, tutte le questioni fondamentali al centro della  riforma della giustizia su cui saremo chiamati ad esprimere il nostro voto domenica e lunedì prossimi, 22 e 23 marzo, sono state al centro del dibattito organizzato stamani a Novaradio.

Ospiti dei nostri studi l’avvocato Duccio Baglini, presidente della Camera penale di Firenze, e il dott. Alessandro Nencini, ex magistrato e già presidente della Corte d’Appello di Firenze.

“Votare sì comporterà che ci sarà un processo più giusto, un giudice terzo ed imparziale così come è previsto dalla Costituzione e, cosa più importante, ci adegua a quelle che sono le le democrazie occidentali” è l’appello dell’avvocato Baglini per il Sì: “Si supererà un ordinamento giudiziario che insomma aveva origine sicuramente fascista per entrare di diritto in quelle che sono le le separazioni e le carriere così come previste, ripeto, da tutti i paesi occidentali e anche dalle grandi democrazie non europee”.

“Una riforma che non risolve alcuno dei problemi attuali della giustizia, non conferisce alla giustizia alcuna risorsa per migliorare il servizio ai cittadini, ma va a limitare fortemente l’indipendenza dei magistrati sia pubblici ministeri che giudici, e questo a detrimento delle garanzie costituzionali dei diritti dei cittadini che non troveranno più probabilmente un giudice del tutto libero” è la replica dell’ex magistrato Nencini per il “No”: “Contrariamente a quello che dice il ministro della giustizia, l’indipendenza del giudice non sta in una frase scritta nella Costituzione, la si verifica sull’attuazione concreta dei principi e quando si intimidisce il giudice, il giudice non è più libero di decidere”.

Scritto da: Redazione Novaradio