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La “via crucis dellə precariə” degli Uffizi è il flash mob dei Sudd Cobas davanti alla Regione Toscana in occasione del tavolo di crisi – ASCOLTA

today09/04/2026

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    Sarah Caudiero, Sudd Cobas

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    Valerio Fabiani, consigliere speciale per le crisi aziendali


FIRENZE – Una ‘via crucis’ del precariato, con stazioni costellate di contratti a termine, disoccupazione, ammortizzatori sociali non corrisposti: è l’installazione al centro del flash mob organizzato in piazza Duomo a Firenze dal sindacato Sudd Cobas, nell’ambito dell’agitazione dei precari storici delle Gallerie degli Uffizi, che è oggetto dell’incontro di oggi con il consigliere del presidente della Regione Toscana per le crisi aziendali, Valerio Fabiani, in corso nella sede della Regione proprio in piazza Duomo.

“Non c’è ragione per cui un museo come gli Uffizi che fa milioni di fatturato ogni anno tenga i lavoratori e le lavoratrici in queste condizioni di precarietà”, ha affermato Francesca Ciuffi (Sudd Cobas), che ha invitato Fabiani, prima dell’incontro, a percorrere la via crucis del precariato, dove peraltro “quello che non si vede” sono “le implicazioni concrete nella vita delle persone: non poter comprare una casa, non poter nemmeno comprare una macchina, non poter fare nessun progetto per il futuro”.

L’aspettativa del sindacato di base è che “le istituzioni siano al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori precari – ha detto Ciuffi -, che convochino al tavolo la direzione nazionale dei musei regionali, Ales e Coopculture, per arrivare a una soluzione per la stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari. Lunedì saremo a Roma davanti al ministero della Cultura perché non c’è cultura senza diritti: e questa situazione fa emergere un quadro tragico nel lavoro culturale in questo paese, ma invece può essere l’esempio di una soluzione diversa”.

“Ci siamo spesi e ci continueremo a spendere per le stabilizzazioni”, principio che “vale per tutti – ha detto Valerio Fabiani, consigliere del presidente Giani per le crisi aziendali – e non solo per questo luogo di lavoro: però capisco che, trattandosi di una vera e propria eccellenza, di uno scrigno di bellezze che fanno la fortuna di questa città, di questa terra e di questo paese, ci sia un elemento che stride ancora di più”. “Credo, spero, che ci siano i margini anche per risolvere i problemi di cui parliamo stamani – ha spiegato -, e quindi per dare un segnale in controtendenza rispetto alla precarietà che sappiamo essere non soltanto una condizione contrattuale, ma anche una condizione di vita spesso insostenibile per le persone”.

“Non siamo abituati a fare promesse da marinaio, perché quando parliamo della vita delle persone è bene tenere i piedi per terra – ha concluso Fabiani -: l’unica cosa che mi sento di dire è che in questi mesi noi abbiamo parlato con tutti, non solo con le organizzazioni sindacali, naturalmente, ma anche con le due aziende che gestiscono i servizi, e a tutti abbiamo trasmesso questo messaggio: bisogna trovare il modo di sostenere, incoraggiare processi e forme di stabilizzazione del lavoro”.

Scritto da: Redazione Novaradio