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Sputnik - Where I Belong - 10 aprile 2026
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Pietro Pittalis, presidente commissione di inchiesta Moby Prince
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LIVORNO – Ricorre oggi il 35/o anniversario della tragedia del Moby Prince, la più grande sciagura della marineria civile italiana, che si consumò la sera del 10 aprile 1991 davanti al porto di Livorno. L’incendio che avvolse il traghetto diretto ad Olbia provocò la morte di 140 persone, con un solo superstite. Il Comune di Livorno, con il patrocinio della Camera dei Deputati, della Regione Toscana, della Provincia di Livorno, dell’Associazione “140 Familiari delle Vittime del Moby Prince” e dell’associazione “10 Aprile Vittime del Moby Prince”, celebra oggi l’Anniversario con iniziative “Per non dimenticare”. Presenti numerosi familiari delle vittime che giungeranno da varie parti d’Italia, insieme ai rappresentanti delle amministrazioni di provenienza con i rispettivi Gonfaloni, e ai rappresentanti delle istituzioni locali, provinciali e regionali. In rappresentanza del presidente della Camera dei deputati presente a Livorno Pietro Pittalis, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle cause del disastro della nave Moby Prince.
“Una cosa mi sento oggi ancor di più con forza testimoniare: noi possiamo con granitica certezza escludere che vi possa essere stata qualsivoglia, neanche la più lieve, negligenza da parte dell’equipaggio e del comandate Chessa nelle operazioni di navigazione dall’uscita del porto. E devo dirvi che siamo assolutamente certi che quella sera nella rada del porto di Livorno non vi era alcuna nebbia o alterazione atmosferica che potesse creare dei problemi alla navigazione” ha detto Pittalis, nel suo intervento in Fortezza Nuova nel corso della deposizione di una corona alla scultura Koningin Juliana, monumento in ricordo delle vittime.
“Posso assicurarvi – ha proseguito Pittalis – che abbiamo lavorato in silenzio con sobrietà senza clamore mediatico come si conviene a una vicenda di questa portata, ma al contempo con un instancabile e un continuo lavoro che vede tutti i membri della Commissione di tutte le forze politiche nel lavoro di ricostruzione certosina, non lasciata al caso, con una dedizione anche da parte di alcuni membri e dei consulenti che dedicano giorno e notte per analizzare anche ogni frammento di ogni documento che aiuti a ristabilire la verità su quanto accaduto la notte del 10 aprile del 1991. Nel corso di questi due anni abbiamo fatto degli accertamenti che ci consentono di poter trarre qualche conclusione: abbiamo in cantiere ancora del lavoro da fare e contiamo entro la fine dell’anno, primi mesi del prossimo, di poter consegnare una relazione definitiva che vi assicuro sarà fondata non su giudizi sommari, non su ricostruzioni suggestive, ma su quanto questa Commissione ha potuto accertare e riscontrare da dati oggettivi. Abbiamo davvero all’esame molte contraddizioni, molti non ricordo. Ci pare quantomeno inverosimile che questi ‘non ricordo, non so niente’ o alcune contraddizioni che avremo modo di evidenziare, vengano da chi aveva responsabilità di comando, di controllo e di decisione. Così come sul versante dei soccorsi la Commissione ha voluto fare approfondimenti e posso senz’altro dire che senza anticipare qui le conclusioni, sono più le carenze che gli aspetti di buona organizzazione.”.
Durante la cerimonia di oggi inoltre i familiari delle vittime hanno annunciato che si riuniranno in un’unica associazione. “Noi dobbiamo continuare a lottare tutti insieme sapendo che siamo a un miglio dalla fine di questa storia. Abbiamo pensato di mettere in campo questo nuovo soggetto che presenteremo in sala consiliare nel comune di Livorno per dare forza e spinta a quel miglio che manca”. Lo ha detto oggi Nicola Rosetti, presidente dell’Associazione 140, partecipando in Fortezza Nuova alla deposizione di una corona al monumento in ricordo delle vittime del Moby Prince insieme a Luchino Chessa, presidente dell’Associazione 10 aprile-familiari vittime Moby Prince, spiegando le motivazioni della decisione di creare un’unica associazione che riunisca le due esistenti.
Scritto da: Redazione Novaradio
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