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Oltre 50 denunciati a Pisa per le manifestazioni pro Pal. USB Pisa: “Misure repressive, il conflitto sociale fa paura” – ASCOLTA

today11/06/2026

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    Cinzia Della Porta, Usb Pisa – 11 giugno 2026

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PISA – Sono 140 i capi di imputazione contestati e 54 le denunce notificate a Pisa ad altrettanti attivisti che nei mesi scorsi hanno partecipato alle manifestazioni cittadine per la Palestina bloccando, in particolare lo scorso 3 ottobre, per alcuni minuti l’autostrada A12 e l’aeroporto e, il 13 marzo, la stazione ferroviaria, causando il blocco della circolazione dei treni per oltre cinque ore. Altri episodi contestati riguardano l’invasioni dei binari alla stazione centrale il 4 settembre e alla stazione di Pisa San Rossore il 24 dello stesso mese fino all’invasione della Sgc Firenze-Pisa-Livorno il 22 settembre nei pressi dello svincolo dell’aeroporto. La notizia è riportata oggi dalla stampa locale. Provvedimenti che hanno colpito studenti, dottorandi e ricercatori, lavoratrici, perfino mamme che erano presenti alle manifestazioni con i loro figli, sindacalisti, pensionati, consiglieri comunali.

“Piena e convinta solidarietà a tutti i ragazzi e i cittadini colpiti da questa massiccia operazione giudiziaria” è stata espressa da Cgil, Anpi, Arci, Casa della donna e Legambiente di Pisa: “Manifestare contro la guerra, chiedere il cessate il fuoco in Palestina e accendere i riflettori sulla militarizzazione del territorio – spiegano – non sono atti di criminalità, ma l’esercizio democratico di una coscienza civile e costituzionale che rifiuta la logica del conflitto globale”.

“Le denunce – attacca stamani Cinzia della Porta, Usb Pisa, parlando a Novardaio – sono il riflesso di una dinamica repressiva che attraversa tutto l’Occidente: l’establishment imperialista euroatlantico si è mobilitato in difesa di Israele e della sua ideologia razzista e suprematista, che da oltre 70 anni arma l’esercito sionista contro il popolo palestinese e arabo. Quel che a Pisa ha spaventato – aggiunge – è stato vedere saldarsi assieme un nuovo blocco fatto di lavoratori, studenti, ricercatori, famiglie, categorie che il ssstema tende a dividere”. “Resiteremo – promette – sia nelle sedi legali che nella società e a breve torneremo in piazza”.

Scritto da: Redazione Novaradio