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Irpet, negli ultimi 10 anni in Toscana calano del -38% gli sportelli bancari – ASCOLTA

today06/10/2026

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    Leonardo Marras, Assessore all’economia su osservatorio desertificazione bancaria – 06102026

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    Nicola Sciclone, Irpet

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    Sabrina Iommi, ricercatrice Irpet su rapporto – 06102026

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FIRENZE – In Toscana gli sportelli bancari sono diminuiti del 38% tra il 2015 e il 2025 passando da 2.265 a 1.410, nello stesso periodo i Comuni privi di sportello sono aumentati da 12 a 31 mentre quelli con un solo sportello sono saliti da 39 a 58. E’ quanto emerge dal rapporto Irpet “La rarefazione dei servizi bancari in Toscana – Un indice di rischio comunale”, realizzato per la Regione Toscana nell’ambito dell’Osservatorio regionale dedicato al tema.

Il rapporto costruisce un indice comunale che combina tre dimensioni: la presenza fisica di sportelli e servizi sostitutivi, l’intensità dell’offerta rispetto alla domanda di famiglie e imprese e la vulnerabilità demografica. I Comuni collocati nelle fasce critiche sono 109 su 273, pari al 40% del totale, ma rappresentano l’11,7% della popolazione regionale, il 9,1% delle imprese e l’8,2% degli addetti. Le criticità più marcate emergono nelle province di Massa-Carrara, Lucca e Pistoia. Rischiano di più i piccoli comuni delle aree interne, ma anche comuni intermedi o produttivi dove l’offerta bancaria è presente ma sottodimensionata. Tra le misure suggerite per far fronte al fenomeno Irpet indica sportelli periodici o itineranti, presidi condivisi tra più banche, convenzioni con gli uffici postali, iniziative di educazione finanziaria e digitale, assistenza agli utenti fragili e rafforzamento selettivo della rete nelle aree produttive sottoservite. L’obiettivo non è “riaprire sportelli ovunque”, sostiene Irpet, ma “garantire un livello minimo di accesso ai servizi bancari essenziali”. Per Nicola Sciclone, direttore Irpet, “abbiamo bisogno di mettere in campo risposte diversificate a seconda della natura e dell’intensità del fenomeno, ma anche della tipologia dei soggetti coinvolti”.

“Non è un fenomeno che riguarda solo le aree periferiche o montane, coinvolge anche quelle che vedono la presenza di piccole attività industriali e manifatturiere”, dichiara in una nota il presidente della Regione, Eugenio Giani, ricordando che “abbiamo istituito più di un anno fa l’Osservatorio regionale sulla desertificazione bancaria per monitorare il fenomeno ed analizzare l’impatto sui territori e individuare soluzioni a tutela di cittadini e imprese. La politica però non può incidere sulle scelte commerciali di istituti privati, ma può tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica”. In merito a possibili ulteriori processi di aggregazione nel mondo bancario che potrebbero riguardare istituti come Banca Mps, “l’Osservatorio naturalmente non ha valore predittivo, si lega a ciò che accade”, ha sottolineato Leonardo Marras, assessore regionale all’economia, a margine della presentazione del rapporto. “E’ evidente – ha aggiunto – che preoccupazioni di questa natura quando c’è una concentrazione ci sono sempre. Poi sarà direttamente l’Antitrust e chiedere di semplificare una presenza che rischia di essere eccessivamente concentrata, ma questo rischio oggi è difficile da valutare e sarebbe anche inopportuno farlo”. Secondo Marras “la digitalizzazione è una grande opportunità, ma deve accompagnarsi a servizi capaci di rispondere alle diverse condizioni dei territori e delle persone. Il rapporto Irpet ci offre una base di conoscenza concreta per individuare le soluzioni più adatte: servizi mobili o condivisi dove pesa la distanza, assistenza e formazione digitale dove gli utenti sono più fragili. Dobbiamo lavorare insieme al sistema bancario e alle comunità locali per mantenere un accesso effettivo ai servizi essenziali in tutta la Toscana”.

Scritto da: Redazione Novaradio