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Rsa Le Civette, la nuova linea del Pd di Palazzo Vecchio: “Trovare una soluzione per mantenere il presidio pubblico” – ASCOLTA

today06/10/2026

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    Luca Milani, capogruppo Pd Comune di Firenze – 6 ottobre 2026

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FIRENZE – La RSA “Le Civette” deve rimanere pubblica e si deve trovare il modo di mantenere aperto il presidio, fatto salvo i necessari lavori. A oltre 3 mesi dai primi allarmi sul rischio chiusura, dopo l’invio delle lettere di licenziamento ai lavoratori, dopo le mobilitazioni dal basso  – comitato dei familiari, sindacati dei lavoratori, forze politiche di opposizione e Qaurtiere 2 – anche la giunta e la maggioranza di Palazzo Vecchio ieri hanno deciso di muoversi e prendere le difese dell’ultima Rsa pubblica rimasta in città.

Ieri in consiglio comunale la svolta in Consiglio Comunale: prima l’assessore al welfare Paulesu, poi due mozioni di maggioranza e opposizioni, entrambe approvate all’unanimità – compreso quindi l’intero PD che sostiene la sindaca Funaro – hanno chiesto di salvaguardare la struttura e il suo ruolo pubblico, i pazienti e i lavoratori, e trovare una soluzione che impedisca la chiusura definitiva.

A ribadirlo e confermarlo è stamani ai microfoni di Novaradio è il capogruppo democratico in palazzo Vecchio, Luca Milani, che chiarisce la via che si intende perseguire: mantenere gli attuali 19 pazienti nella metà della struttura ancora agibile, portare a fine i lavori già partiti a settembre nell’altra metà, da usare poi come volano in cui collocare gli anziani finché non sarà portata a termine la ristrutturazione completa, con l’obiettivo finale di ripristinare i 40 posti originari nel 2023. Ora la palla passa Regione, ASL e Comune che dovranno incontrarsi domani.

“Bisognerà riuscire a fare i lavori sulla palazzina attuale ridimensionando probabilmente la spesa – dice Milani –  mantenendo tutte quelle garanzie di sicurezza che sono necessarie, senza arrivare a spendere le cifre che sono state ipotizzate (10 milioni di euro secondo la ASL, ndr). “In prospettiva però – aggiunge –  i posti disponibili devono tornare ad essere quelli che erano (40,ndr), perché l’esigenza dell’accudire le persone anziane sarà sempre maggiore” anche in RSA. Poi adombra un’altra soluzione: “Tra l’altro il presidio lì a San Salvi ha un doppio significato” per il carattere pubblico e “la storia del luogo”, da oltre un secolo legato alla salute:”Mantenere lì un RSA se non è proprio in quella palazzina” è importante dice Milani, adombrando una via alternativa: “Va capito se ci fosse qualche altra disponibilità sempre in quel in quel all’interno di San Salvi”. Sulla possibilità che il Palazzo Vecchio metta mano alla borsa per il salvataggio della RSa però frena: “Questo sarà più difficile, il Comune non ha questa disponibilità” in bilancio.

Scritto da: Redazione Novaradio