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Medici, c’è l’ok al nuovo contratto. Ma alla sanità “tagliati” quasi 19 miliardi. Anaao-Assomed: “Il governo metta risorse” – ASCOLTA

today08/10/2026

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    Francesco Carbone, segr. Anaao Assomed Toscana – 8 ottobre 2026

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TOSCANA – Un aumento delle retribuzioni fino a 560 euro al mese, a partire dall’inizio del 2027. Ma non solo. In arrivo anche più tutele sul posto di lavoro contro le aggressioni, permessi per gravi patologie e regole per l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale. Con una ‘nuova’ attenzione sulla parità di genere con l’obiettivo di arrivare ad eliminare le differenze ancora esistenti nelle retribuzioni di uomini e donne. Sono alcune delle novità contenute nella pre-intesa del nuovo contratto di lavoro 2025-27 dei dirigenti medici siglata ieri all’Aran (Agenzia Rappresentanza Negoziale Pubbliche Amministrazioni) da tutti i sindacati di categoria e che riguarda circa 138mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale: 120mila sono medici e 17mila sono dirigenti sanitari non medici tra i quali veterinari, biologi, chimici, fisici, psicologi, farmacisti e dirigenti professioni sanitarie.

Soddisfatte praticamente tutte le sigle sindacali di settore per un firma che, per la prima volta, arriva a contratto non ancora scaduto. Un accordo importante, spiega a Novaradio il segretario ANAAO Assomed della Toscana Francesco Carbone, sia per l’adeguamento economico sia per una serie di previsioni di maggior garanzia per i nuovi assunti, tutele di sicurezza e welfare, parità di trattamento tra uomini e donne.

Una boccata di ossigeno per gli operatori di un settore, quello saniktario, che vive sempre maggiori difficoltò. La notizia del pre-accordo – che entrerà pienamente in vigore si pensa ad inizio 2027 – arriva nello stesso giorno in cui la Fondazione GIMBE, dati alla mano, certifica quello che sindacati e forze politiche di opposizione dicono da anni: benché l’importo del Fondo Sanitario Nazionale sia sempre aumentato di vista nominale, la spesa sanitaria pubblica calata in termini reali a causa di inflazione e riduzione del PIL. Nel 2022 era il 6,27% del Pil mentre negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%. Il risultato è che all’appello mancano 18,8 miliardi per la sanità. “Questo contratto è solo un tassello – dice Carbone – il governo deve incrementare la spesa sanitaria reale se si vogliono continuare a mantenere i servizi”.

Una cosa che riguarda direttamente an che la Toscana, che al momento lamenta 180 milioni di euro di sbilancio per i costi aumentati della sanità. Il che rende difficile il mantenimento della qualità dei servizi nonostante lo sforzo dei medici toscani: “Siamo la penultima regione per livello medio dei salari, eppure siamo la seconda per qualità complessiva del sistema sanitario” rivendica Carbone.

Stante lo stato de conti, i prossimi mesi comporteranno tagli e riforme: “Si lavori sull’appropriatezza delle cure e la medicina territoriale, anche con l’utilizzo delle tecnologie e la AI che permette la gestione dei pazienti da remoto e a casa. Noi siamo pronti a fare la nostra parte”.

Scritto da: Redazione Novaradio