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Occupazioni, al via le attività autorganizzate. Si prepara il corteo per l’arrivo di Valditara – ASCOLTA

today21/10/2026

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    Matteo, studente liceo “Da Vinci” e Collettivo Agorà 21 ottobre 2026

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FIRENZE – Con il liceo artistico di Porta Romana salgono a 12 le scuole occupate a Firenze. E in molte già si organizzano attività e incontri per coinvolgere gli studenti e metterli in contatto con la società e i temi della protesta.

Tra questi il liceo scientifico Leonardo Da Vinci, che con 1.200 studenti è uno degli istituti superiori più grandi della città. “Abbiamo stilato un bel programma per questa mattinata” spiega Matteo, studente al 5/o anno del liceo e membro del Collettivo studentesco Agorà: “Oggi ci concentreremo sugli scontri che stanno avvenendo in Europa, in particolar modo anche in Italia con gli scontri che abbiamo visto a Milano e Bologna – sulle motivazioni, ciò che porta ragazzi a questi scontri – e cercheremo di includere il più possibile gli studenti nel dibattito e in temi importanti per noi, a partire da quelli per cui abbiamo indetto questa occupazione”.

Le diverse occupazioni si mantengono in contatto tramite un coordinamento, che a breve deciderà le prossime iniziative di mobilitazione all’esterno. Ancora da decidere se e come gli studenti parteciperanno alla manifestazione convocata a Firenze per sabato prossimo dal sedicente “movimento 17 ottobre”, nato dopo le manifestazioni con scontri a Milano: “Non abbiamo ancora deciso, ma lo faremo collettivamente”. Più probabile che gli studenti torneranno a manifestare lunedì 26 ottobre, quando il Ministro Valditara è atteso a Firenze per il Festival delle Regioni.

Durissimo il giudizio sull’esecutivo, dalla politica su scuola e istruzione fino all’approvazione del ultimo decreto sicurezza: “Il governo di fronte a queste manifestazioni e scontri, non cerca di comprendere le motivazioni, ma cerca sempre di porre più sicurezza e restrizioni. Abbiamo visto che questo metodo non funziona, dato che in 4 anni di governo la sicurezza non è migliorata” dice Matteo, che sulle violenza di piazza dei giorni scorsi aggiunge: “La violenza fino a questo punto non è mai corretta, ma allo stesso tempo comprendiamo le ragioni di forte disagio. Questi scontri partono da ragazzi che si trovano in condizione ovviamente di difficoltà, di precarietà e quindi bisognerebbe cercare di andare all’origine del problema”.

Scritto da: Redazione Novaradio