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La Settima Ossessione - 11 febbraio 2026
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Francesca Ciuffi, Sudd Cobas 29092025
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FIRENZE – “Noi vogliamo i nostri diritti”, “Made in Italy – Shame in Italy”, “Patrizia Pepe: cambia il sistema”: questi alcuni slogan che stanni sono stati scanditi da alcuni operai della ditta “L’Alba” di Montemurlo (Prato), riunitisi stamani in presidio in piazza Duomo a Firenze davanti al punto vendita di “Patrizia Pepe”, che figura tra i brand committenti. Durante l’iniziativa sono stati esposti cartelli con le scritte: “Brand prendetevi le vostre responsabilità, “La dignità on si appalta” “Patrizia Pepe rispetta il tuo codice etico”.
La stireria di Montemurlo è la stessa in cui il 15 settembre scorso un operaio è stato aggredito durante un picchetto di sciopero proclamato per denunciare il rischio chiusura, e la stessa che pochi giorni fa ha effettivamente chiuso i battenti, secondo il sindacato Sudd Cobas per riaprire a poca distanza con altro nome e ragione sociale (il meccanismo di “chiudi e riapri”). Una reazione, spiega il sindacato, al processo di sindacalizzazione che aveva portato gli operai ad ottenere il riconoscimento di un contratto “in chiaro”, con le paghe e gli orari stabiliti dal CCNL del tessile abbigliamento.
A seguito della protesta degli operai, il sindaco di Montemurlo e Presidente della Provincia, Simone Calamai, ha aperto un tavolo di confronto “di filiera” cui sono stati invitati non solo la proprietà de “L’Alba”, ma anche i marchi la cui produzione è legato al lavoro della stireria. All’incontro, cui si sono presentati alcune ditte del fashion, non hanno partecipato rappresentanti del gruppo di cui fa parte il marchio “Patrizia Pepe” – che in una lettera ha declinato ogni responsabilità o coinvolgimento nella vicenda. Secondo lavoratori invece, essendo tra i principali committenti, ha responsabilità nel comportamento delle aziende in appalto e più in generale nel funzionamento del “sistema moda”.
“Non si può essere estranei quando per anni si è guadagnato su lavoratori che stiravano le proprie giacche con contratti delle pulizie e che finalmente quando hanno conquistato i loro diritti rischiano di perdere il posto di lavoro” dice Francesca Ciuffi, Sudd Cobas: “Noi oggi siamo qua per chiedere che Patrizia Pepe venga al prossimo tavolo, che sarà il prossimo giovedì alla provincia di Prato”.
Scritto da: Redazione Novaradio
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