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Nuova pista Peretola, presentati altri ricorsi: oltre ai Comuni della Piana e la Provincia di Prato, c’è anche l’Università di Firenze – ASCOLTA

today14/01/2026

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    Andrea Tagliaferri, sindaco di Campi Bisenzio -14 gennaio 2026

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FIRENZE – I Comuni di Sesto Fiorentino, Calenzano, Campi Bisenzio, Carmignano e Poggio a Caiano e la Provincia di Prato hanno provveduto ieri alla notifica dei ricorsi contro il decreto di Valutazione di impatto ambientale del nuovo aeroporto di Firenze.

Un ricorso, si legge sulle pagine del Corriere Fiorentino, è stato presentato anche dall’Università di Firenze, per il rischi che l’ampliamento dell’aeroporto comporta per lo sviluppo del Polo Scientifico di Sesto Fiorentino.

I ricorsi degli enti locali saranno depositati entro trenta giorni al Tar come previsto dalla legge. Tra i profili di illegittimità evidenziati “emergono carenze istruttorie, procedimentali e documentali che in molti casi hanno portato a eludere le questioni ambientali e a sottostimare il fortissimo impatto che l’opera avrà sulla Piana e sulla sua vivibilità”. Secondo gli Enti locali ricorrenti, “sia in fase di analisi che di definizione dei fondamenti su cui poggia il nostro ricorso è emersa una sostanziale coincidenza tra i problemi di questo progetto e i problemi del vecchio che arrivano poi a tradursi nei profili di illegittimità che contestiamo di fronte al Tar. La nuova pista cancellerebbe in un colpo solo il parco agricolo della Piana, aree umide importantissime per la biodiversità, attività agricole e ricreative, oltre a mettere a rischio le attività del Polo universitario. Lo farebbe in nome di una idea di sviluppo sbagliata, incentrata solo sul turismo mordi e fuggi e sul lavoro povero, andando incontro alla città della rendita e dei privilegi di pochi a spese dell’interesse di tutti”.

“In questo progetto – dice Andrea Tagliaferri, sindaco di Campi Bisenzio, stamani ai microfoni di Novaradio – si parla di una di una pista che è leggermente più piccola, ha meno impatto al suolo ma produce gli stessi effetti idraulico e acustico sul nostro territorio”, quindi “risulta peggiore rispetto a quello precedente perché un’opera più piccola produce lo stesso effetto. E poi, il ricorso parte da una considerazione di legittimità dell’approvazione del decreto di VIA di del MASE, che sostanzialmente avviene con un parere definitivo positivo, però condizionato allo sviluppo di tutta una serie di pareri successivi. Noi non possiamo fare delle opere pubbliche con una valutazione positiva dicendo “Vabbè, poi tutte queste di cose le vedremo successivamente”.

A stretto giro il commento del governatore Eugenio Giani, da sempre sostenitore della nuova pista: “I ricorrenti sono portatori di interessi particolari ma non tengono conto dell’interesse generale della Toscana”. “Non credo che il TAR e il Consiglio di Stato che già in passato hanno bocciato questo progetto non abbiano considerato l’interesse generale” è la replica di Tagliaferri: “La verità è che ci sono dei problemi sotto il profilo tecnico, scientifico e questi devono essere superati: non è che per la logica dello sviluppo economico a prescindere, allora si può realizzare qualsiasi tipo di intervento. Questi soldi oggi nel 2025 potrebbero essere messi a terra per mettere in sicurezza l’intero territorio della città metropolitana sotto il profilo idraulico”.

E sulla presentazione del ricorso anche da parte dell’Università di Firenze aggiunge:  “scelta coraggiosa e responsabile” da parte di un soggetto che aveva sostenuto dal punto di vista tecnico anche l’altro ricorso pur non partecipando direttamente. “Noi non siamo quelli del no conclude: “La Piana Fiorentina ospita le più grandi infrastrutture e impianti del territorio della città metropolitana Fiorentina, non siamo assolutamente contro lo sviluppo, ma oggi diciamo che in quello spazio, il Parco  della Piana, per noi non ci deve andare il nuovo masterplan. E che avevamo ragione sotto un profilo tecnico e scientifico, ci è stato già detto sia in ricorso al TAR che al al Consiglio di Stato”.

L’opposizione all’opera proseguirà anche in sede politica e istituzionale: “Asfaltare ettari di territorio è una scelta antistorica e pericolosa, anche alla luce delle recenti alluvioni e di tutte le fragilità che hanno fatto emergere. Tornare indietro, indirizzare le centinaia di milioni di euro pubblici stanziati per la pista verso opere di prevenzione del dissesto idrogeologico, integrare Firenze con gli aeroporti di Bologna e Pisa mettendo a sistema i grandi investimenti infrastrutturali in corso sull’alta velocità e pianificandone di nuovi per collegare la Toscana interna con la costa significherebbe compiere una scelta veramente lungimirante e rivolta al futuro”.

Scritto da: Redazione Novaradio