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Crisi moda pelle, tavolo di confronto a Firenze: “Segnali di ripresa ma non su tutti gli indicatori” – ASCOLTA

today11/02/2026

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    Claudia Sereni, sindaca di Scandicci

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    Sara Funaro, sindaca di Firenze

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    Nicola Sciclone, Irpet

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FIRENZE – Segnali di ripresa nel settore moda pelle ma non estesi a tutti gli indicatori. E’ quanto emerge dal confronto stamani a Firenze sulla pelletteria di alta qualità e lusso, con rappresentanti del settore che vanta sull’asse Firenze-Scandicci uno dei più vasti distretti produttivi internazionali. Una riunione c’è stata nella sede della Città Metropolitana.

Il direttore di Irpet Nicola Sciclone spiega che “il comparto della moda entra nel nuovo anno con segnali di difficoltà meno marcati rispetto al picco negativo osservato nel trimestre che precede la crisi, però i segnali di ripresa non sono ancora estesi a tutti gli indicatori economici e non hanno un’intensità tale da farci presagire una rapida e consistente inversione di tendenza”. Secondo Sciclone sulla pelletteria “vi sono segnali di miglioramento sul fronte delle esportazioni, il terzo trimestre del 2025 dà segnali positivi dell’export”.

La sindaca metropolitana Sara Funaro ha ricordato che il settore “sta attraversando da tempo un momento di crisi. Noi avevamo già convocato un primo tavolo metropolitano, questo è il secondo. È un tavolo dove siamo con tutti gli stakeholder per affrontare, analizzare e fare la nostra parte, per quel che possiamo fare”.

Per Claudia Sereni, sindaca di Scandicci – comune che ospita le fabbriche di quasi tutti i marchi mondiali più famosi del comparto -, “il 2025 è stato l’anno più nero, per il 2026 si prospettano nuove strategie globali per grandi marchi e vedremo piano piano tornare anche le nuove collezioni. È un settore che ribadisce di voler rimanere in Italia, di voler investire in Toscana”. Secondo Sereni “c’è un tema fortissimo di ricaduta che è quello sulle quantità, quindi sui volumi”. Sul futuro delle aziende queste “hanno dimostrato una fortissima resilienza, sono anni che attendono, quello che noi abbiamo compreso è che non c’è da aspettare neanche un anno. Ad esempio – dice Sereni – Gucci, che è il nostro motore di lavoro, sta facendo una nuova collezione: a febbraio sarà terminata quindi partirà nei primi mesi dell’anno” e “Kering farà qui un meeting con gli investitori ad aprile, dunque non abbiamo davanti anni. Siamo su quel limite di ripresa dove i piccoli continueranno ad avere una prospettiva nera davanti a sé”.

Scritto da: Redazione Novaradio