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Via Mariti, due anni dopo è tutto fermo. I residenti: “Nuovo progetto con il coinvolgimento dei cittadini” – ASCOLTA

today16/02/2026

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    Nicla Gelli, comitato ex panificio militare – 16 febbraio 2026

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FIRENZE – Luigi Coclite, Mohammed El Farhane, Taoufik Haidar, Bouzekri Rahimi, Mohamed Toukabri: questi nomi delle vittime della strage di via Mariti di due anni fa esatti – era il 16 febbraio del 2024  -c he saranno ricordati stamani una serie di cerimonie e presidi.

A due anni dalla strage che è costata la vita a 5 persone, le indagini sono state chiuse: otto gli indagati complessivi, tra cui esponenti della RDB di Atri e della AEP – Attività edilizie Pavesi che hanno lavorato all’appalto dalla società La Villata – Esselunga e alla costruzione della trave crollata. Le ipotesi di reato sono omicidio colposo, lesioni colpose e violazioni delle norme sulla sicurezza del lavoro. L’ipotesi dei Pm è che all’origine del crollo ci siano stati sia errori nei calcoli che carenze e nella realizzazione (cemento e ferro di scarsa qualità).

Il cantiere risulta ancora sotto sequestro da parte della magistratura e non c’è al momento nessuna certezza su quando riprenderanno i lavori su quale progetto. E’ infatti in atto un vero e proprio braccio di ferro tra Comune e Esselunga da un lato: Palazzo Vecchio non ha rinnovato il permesso a costruire perché scaduto ad Esselunga, che di rimando ha fatto ricorso al TAR senza richiesta di sospensiva (quindi con una sentenza che arriverà fra molti mesi).

Nel mezzo ci sono i residenti della zona che chiedono che si riapra un tavolo sul futuro, e che si riveda il progetto – come chiedeva un atto votato all’unanimità dal Consiglio Comunale nel marzo 2025 – con la riduzione dei volumi e l’aumento delle superfici ad uso pubblico compresi parcheggi e aree verdi. E anche che nella progettazione avvengano effettivamente coinvolti i cittadini, come ha spiegato a Novaradio Nicla Gelli, del comitato Ex Panificio militare con una sorta di “coprogettazione” realmente partecipata dal basso.

Scritto da: Redazione Novaradio