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Fabio Seggiani, segr. SUNIA – 18 febbraio 2026
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TOSCANA – Rimane sempre in primo piano nel dibattito politico il tema della caro casa, della carenza di alloggi popolari e della necessità di calmierare il mercato e realizzare nuovi alloggi a prezzi accessibili. Dopo la riunione di maggioranza di domenica, la sindaca Sara Funaro ha spiegato che dalle operazioni urbanistiche del POC si prevede l’incasso di 47 milioni di monetizzazioni che saranno investite sulle case per i cittadini, risorse con cui possono essere ristrutturati fino a 1900 appartamenti erp o costruiti 308 nuovi alloggi. E ieri la sindaca è tornata a chiedere più fondi dallo Stato e ha annunciato l’estensione dello studio sull’impatto degli affitti brevi, già in corso su Firenze, a tutta la Città Metropolitana, per lanciare nuove proposte e nuove risposte”
Sempre ieri sul tema è intervenuto il governatore Giani: “Vorrei una bella scossa possa perché il patrimonio fosse usato. Non mi vengano a dire che non ci sono soldi. Ci sono, e se c’è bisogno anche di cambiare normative regionali lo facciamo” ha detto, spiegando di aver approvato ieri in giunta “la rimodulazione dei fondi europei, che nel Fesr ci porta a prevedere un piano di 58 milioni: io vorrei spenderli per quella fascia che chiamo grigia, in modo da avere affitti a prezzo calmierato e non trovarsi in liste d’attesa per l’Erp che poi sono ingestibili”.
“I fondi ci sono, sono quelli del nuovo piano casa europeo che ci convince fino a un certo punto perché sono destinati agli ERS (alloggi di edilizia sociale, ndr)” avverte Fabio Seggiani, segretario SUNIA Firenze : “Non perché non ce ne sia bisogno – precisa – ma la questione è se questi fondi verranno usati poi rimarranno in capo al pubblico, e le ristrutturazioni saranno per sempre destinate a affitti calmierati, e non una sola operazione di social housing che poi dopo un tot ripassa al mercato libero. Perché allora non avremmo fatto nulla rispetto a quelli che sono i bisogni della città e della regione intera”. E aggiunge: “Al di là dello stato eh di disgrazia del patrimonio ERP in Toscana e nella Città Metropolitana di Firenze, c’è un bisogno estremo di affitti che la gente che lavora non può permettersi di pagar; siamo veramente al limite minimo storico di disponibilità.
Riguardo alla parole di Giani sui 58 milioni di fondi UE per il social housing, Seggiani fa notare che “c’è la possibilità di accedere a fondi BEI (banca Europea degli investimenti, ndr), fondi che possono essere destinati al patrimonio pubblico residenziale e quelli dovrebbero essere aggrediti per poter portare alla manutenzione ordinaria e straordinaria, per un’implementazione del patrimonio di edilizia pubblica che anche anch’esso è carente rispetto alla domanda, oltre che essere in uno stato strutturale imbarazzante, in certi casi davvero quasi irrecuperabile, se non totalmente irrecuperabile”.
Infine il segretario SUNIA ricorda quali sono da tempo gli interventi che l’associazione chiede alla politica: “Intanto bisognerebbe che la Conferenza delle regioni insistesse e continuasse a insistere per quanto riguarda il ripristino dei dei fondi. Il fatto che si sia completamente abbandonato il finanziamento del fondo affitto e del fondo morosità incolpevole grida vendetta”. “Per quanto riguarda le regole da cambiare – aggiunge – intanto quelle quel perimetro di agire da parte delle amministrazioni rispetto agli interventi sul social housing: nella parte partnership pubblico-privato, la contrattazione del pubblico dovrebbe essere migliore. Il recupero di edifici destinate alla fascia grigia, non possono essere quelle che sono state fatte fino a oggi, che poi sono diventati studentati di lusso oppure sono state consegnate dopo 12 anni al mercato libero. Questo è il tema vero: che quel patrimonio rimanga a uso del canone concordato”.
Scritto da: Redazione Novaradio
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