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Migliora la qualità della aria in Toscana, ma non basta: “Troppe situazioni fuori da limiti Ue che scatteranno nel 2030” – ASCOLTA

today18/02/2026

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    Fausto Ferruzza, pres. Legambiente Toscana 18022026

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    Andrea Minutolo, ufficio scientifico Legambiente nazionale 1802206

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FIRENZE – Bene ma non benissimo: i dati sulla qualità dell’aria in Toscana rilavati dalle centraline Arpat nel 2025 segnano un trend generale di lieve costante miglioramento, benché rimangano aree di criticità su alcuni inquinanti (PM10 per la piana fiorentina e lucchese, ancora Firenze per le Pm2,5, Siena per il biossido di azoto, ozono per le alcune zone collinari). A fare il punto della situazione è l’annuale rapporto “Mal’aria 2026” curato da Legambiente, e i cui dati toscani sono stati presentati oggi a Firenze

Entro il 2026 però, segnala l’associazione, l’Italia dovrà essere recapita la nuova direttiva UE 2881 sulla qualità dell’aria che, di fatto, dimezza i limiti di alcuni inquinanti come PM10 e biossido di azoto da rispettare entro il 2030 (comunque pià alti di quelli fissati dll’OMS). E rispetto a questi futuri limiti la Toscana non è messa benissimo: al momento infatti, come ha spiegato (Arpat), ci sono 6 stazioni di traffico su 36 che superano il futuro limite Ue; per le Pm10, ci sono 9 stazioni su 34 che hanno superato il limite della media annuale di 20mg/m3, che è il futuro limite della direttiva europea.

“Cullarci sugli allori e esultare di fronte ai dati 2025 – dice il presidente Legambiente Toscana Fausto Ferruzza – può essere forviante. Non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia, dobbiamo pungolare il governo affinché recepisca prima possibile la direttiva europea, invece ci pare che le prime dichiarazioni  siano che non voglia recepire questa direttiva” e “far sì che tutto il sistema istituzionale faccia la loro parte nelle politiche di disinquinamento” su  “mobilità sostenibile, climatizzazione domestica e comparto industriale”.  E aggiunge: “Bisogna insistere, non limitarsi a interventi spot, ma anche manifestare più coraggio. Se un auto è inquinante, bisogna avere il coraggio di dirlo e quindi gli scudi verdi devono essere rafforzati, non bisogna mitigarli”. Un riferimento chiaro a Firenze: “La direzione di marcia è tracciata e bisogna andare più spediti e con più coraggio”.

Sulla direttiva UE 2882, spiega Andrea Minutolo dell’ufficio scientifico di Legambiente nazionale, punta il dito sul governo: “L’Italia ha già ha ragionato preventivamente nel chiedere una deroga, noi chiediamo invece di puntare con decisione sul miglioramento della qualità dell’aria. Nonostante abbiamo 4 procedure di infrazione sulla qualità dell’aria e emissioni di inquinanti”, il governo “nella legge di bilancio del 2025 ha tagliato i fondi al bacino padano per mettere in campo le azioni per accelerare quel percorso”. “Se tagli i fondi alle Regioni per puntare su mobilità sostenibile, trasporto pubblico, efficientamento energetico degli edifici, riscaldamento, agricoltura e zootecnia, quello che fa la mano destra non è quello che poi fa la mano sinistra, e quindi questa dicotomia la dobbiamo assolutamente dipanare perché poi l’Europa non fa sconti nessuno da questo punto di vista”.

Scritto da: Redazione Novaradio