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Ai “Lupi di Toscana” entro tre anni 236 alloggi a canone calmierato. Funaro: “Se il governo desse i soldi, ci faremmo anche case popolari” – ASCOLTA

today06/03/2026

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    Funaro su Lupi di Toscana 06032026

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    Filippo Catena CDP su Lupi di Toscana 06032026

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    Biti su Lupi di Toscana e prossimi lotti ERS 06032026

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    Funaro su case popolari 06032026

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FIRENZE – Entro al massimo tre anni nell’ex caserma Lupi di Toscana vedrà la luce il più importante intervento di social housing degli ultimi anni a Firenze: 236 alloggi ad affitto calmierato che saranno realizzati dal Comune in partnership con CDP – Cassa depositi e prestiti, Fondazione CRF, Investire SGR del fondo AbitaEquo, lo stesso “team” che guida l’operazione ex Manifattura Tabacchi e quella dello studentato di Monna Tessa. La consegna degli alloggi è prevista entro il 2029 e gli investitori avranno la gestione degli alloggi per 20 anni  compresi i tempi di realizzazione.

“Un intervento di recupero che va a inserirsi in quel grande progetto che abbiamo all’interno della Caserma Lupi di Toscana che è di rigenerazione complessiva” ha detto la sindaca Sara Funaro che, forse anche dopo le polemiche dei giorni scorsi sulla prevalenza del modello pubblico-privato in queste operazioni, ha voluto sottolineare come nel quadro del progetto sono previste anche funzioni di carattere pubblico, tra cui un nuovo asilo, uno studentato pubblico, un parco urbano, una Casa di Comunità, un’area da destinare ad orti sociali, una nuova viabilità: “Ci tengo a sottolineare il fatto che questa è una risposta vera, è una risposta che darà la possibilità alle famiglie di avere alloggi sostenibili, per cui una risposta non solo da un punto di vista abitativo ma anche di attrattività e di sostenibilità per i tanti cittadini che vivono e lavorano nella nostra città”.

La sindaca ha sottolineato anche un ulteriore elemento di novità che distingue gli allogi ERS che sorgeranno ai Lupi di Toscana rispetto ad altre operazioni del passato: il fatto che al termine del periodo di gestione ventennale, gli alloggi non torneranno automaticamente sul mercato ma potranno esser riscattati o mantenuti ad ERS: “C’è il diritto di prelazione per gli inquilini e rimane anche la possibilità del diritto di prelazione da parte da parte del Comune”.

L’intervento presentato oggi riguarda una superficie complessiva di 17.000 metri quadri. Gli alloggi, di varie metrature, saranno assegnati sulla base di un bando specifico ad un canone agevolato, corrispondente a il 20% delle cifre fissate da “patti territoriali”: circa 8 euro/metro quadro, è stato spiegato, pari a 600 euro al mese per un trilocale per un periodo di locazione agevolata di 15 anni, ha spiegato il responsabile Fondi Abitare e Rigenerazione dei CDP, Filippo Catena.

A sottolineare la “diversità” dell’operazione “Lupi di Toscana” anche l’assessora all’urbanistica Caterina Biti che ha spiegato come, a fianco di una quota di edilizia residenziale privata ridotta (8.000 mq), siano previsti altri due ulteriori lotti di edilizia residenziale sociale che saranno improntati ad un modello diverso e alle nuove regole del POC: “La scelta di destinare il 20% delle nuove trasformazioni a case a prezzi calmierati è una scelta importante, come quella di destinare le monetizzazioni all’ERP e all’ERS. Dalle quelle monetizzazioni che arriveranno dal famoso 20% degli interventi di trasformazione privata, quelli sono vincolati, cosa non era mai successo. Stiamo lavorando insieme alla Direzione Casa per capire quali possono essere altre linee di finanziamento alle quali attingere per costruire nuova nuovo ERP.  Il contesto in cui viviamo adesso non è quello di 15 anni fa e si guarda al futuro in questo senso. La casa è prioritaria per noi”.

E a proposito di case ERP la sindaca, rispondendo alla domande sul perché all’interno della “mixité” della futura area dei Lupi di Toscana non siano state inserite anche case popolari, ha risposto con una stoccata al governo: “L’edilizia residenziale pubblica si crea e si costruisce con fondi che sono vincolati. Fino a che il governo non decide di investire sull’edilizia residenziale pubblica, noi ci attrezziamo e diamo le risposte attraverso l’edilizia residenziale sociale”. “Se il governo ci facesse il favore di darci risposte su questo fronte – ha rimarcato – noi saremmo ben felici di farci anche edilizia residenziale pubblica. All’epoca delle Murate c’erano finanziamenti, all’epoca della costruzione dell’Isolotto ci furono ingenti finanziamenti”. Da anni, invece, “non ci sono” ha detto ancora Funaro: “Se in questi anni ci arrivasse qualcosa da governo, saremmo ben felici di inserire anche una palazzina di case popolari all’interno del complesso”.

Scritto da: Redazione Novaradio