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Il Cielo e la Stanza #32 - Condizioni 'inumane' di detenzione a Sollicciano, cosa potrebbe davvero cambiare il ricorso alla Consulta Redazione Novaradio
Sarà la Corte Costituzionale a occuparsi delle condizioni di detenzione del carcere fiorentino di Sollicciano più volte definite come “disumane e degradanti”: cimici, topi, infiltrazioni e muffa nelle celle, mancanza di acqua calda e riscaldamento, spazi angusti e sovraffollamento: tutte condizioni che sono state tante volte denunciate dalle associazioni che si occupano di carcere, dagli esposti dei detenuti e anche dai ricorsi ai Tribunali di Sorveglianza che in più di un caso hanno concesso degli sconti di pena.
Stavolta però sarà diverso. A seguito di un ricorso di un detenuto marocchino che dovrebbe scontare in cella Sollicciano la sua sua pena fino al 2042, il Tribunale di Sorveglianza di Firenze presieduto da Marcello Bortolato ha sollevato la questione di costituzionalità di fronte alla Consulta, in particolare se le condizioni in cui versa attualmente il carcere siano effettivamente compatibili con la possibilità di concedere o meno una sospensione dell’esecuzione pena o una conversione ai domiciliari, come chiedono i legali del detenuto, Mimmo Passione e Nicola Muncibì.
Sul ricorso si incentrano grandi aspettative, dato che la Corte Costituzionale potrebbe rendere incostituzionali alcune previsioni di legge e aprire la strada ad altri ricorsi analoghi. Il procedimento è però appena al suo inizio e l’avvocato Passione, stamani ai microfoni di Novaradio, richiama alla reale sostanza della questione giuridica e la sua effettiva portata.
Il ricorso con cui si è arrivati alla Consulta, chiarisce, è stato solo l’ultimo passo di un procedimento iniziato a inizio 2024 e che ha visto esperire tutte le tappe giuridiche e le possibilità alternative: “Non sarà un ‘bomba libera tutti‘ per criminali, mafiosi o altri detenuti in carceri fatiscenti: qualora anche fosse favorevole, la decisione della Consulta si applicherebbe soltanto ai casi in cui ricorrono le stesse condizioni”, ossia per quelli in cui si sia concluso l’intero procedimento di reclamo giuridiszionale.