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Crisi energetica, la Toscana rischia -0,3% del Pil e un +1,7% di inflazione – ASCOLTA

today18/03/2026

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    Nicola Sciclone su effetti crisi Iran 18032026

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    Giani su crisi e energia 18032026

FIRENZE – Preso uno scenario di rincaro del 50% del costo dei beni energetici importati per almeno 12 mesi, l’Irpet stima per la Toscana – per effetto della guerra in Medio Oriente – la possibilità di un aumento dell’inflazione dell’1% e una riduzione del Pil dello 0,3%, ma “una più rapida risoluzione del conflitto potrebbe attenuarne sensibilmente gli impatti”. Lo studio è stato illustrato dal direttore dell’istituto per la programmazione economica regionale, Nicola Sciclone, in una conferenza stampa con il presidente della Regione Eugenio Giani.

“Gli effetti si trasmetterebbero anche alle imprese – spiega l’Irpet – , incidendo sui costi di produzione, trasporto e utenze e mettendo a rischio la redditività di circa 15.000 imprese toscane. Le possibili ricadute occupazionali coinvolgerebbero oltre 111.000 lavoratori, con intensità differenziata tra i settori in base alla rispettiva intensità energetica. Anche le famiglie subirebbero un aggravio significativo, quantificato in circa 768 euro annui medi per nucleo: tale aumento inciderebbe per l’1,7% sul reddito familiare e graverebbe in misura relativamente maggiore sui nuclei con minore disponibilità economica”.

Per contrastare l’esposizione della Toscana alle fluttuazioni del mercato energetico, ha sottolineato Giani, bisogn continuare a puntare sulla produzione di energia “autoctona” da fonti rinnovabili: solare, eolico, idroelettrico e geotermico: “la Toscana ha l’obiettivo di raggiunger entro il 2030 e il 66% della copertura del fabbisogno da fonti rinnovabili”.

Scritto da: Redazione Novaradio