News

Sciopero dei giornalisti, oggi siti web e agenzie ferme, domani niente quotidiani: “Per il nuovo contratto e dignità del lavoro” – ASCOLTA

today16/04/2026 1

Sfondo
share close
  • cover play_arrow

    Sandro Bennucci, pres. Assostampa Toscana – 16 aprile 2026

 –

TOSCANA – Scioperano oggi per tutta la giornata, anche in Toscana, i giornalisti che lavorano per agenzie di stampa, carta stampata, radio e tv con diffusione nazionale: oggi quindi i principali siti di informazione resteranno fermi, e domani i quotidiani non usciranno in edicola.

L’astensione dal lavoro, la terza in pochi mesi, è stata proclamata dalla FNSI (Federazione Nazionale della Stampa ) a supporto della mobilitazione per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico, scaduto da 10 anni. Al centro delle richieste, oltre al rinnovo del Contratto e la tutela dei livelli occupazionali e salariali, contro l’uso da parte degli Editori aderenti alla Fieg di fondi pubblici per finanziare pre-prepensionamenti senza assumere nuovo personale e contro l’insufficiente adeguamento economico di questi anni, in primo piano la questione del riconoscimento della dignità del lavoro dei colleghi precari, a collaborazione o partita Iva e la mancata approvazione da parte del Parlamento della legge sull’equo compenso.

“Dal 2014 e un contratto vero non è stato più firmato. C’è stato l’adeguamento nel 2016, ma sono 10 anni” spiega Novaradio Sandro Bennucci, presidente Assostampa Toscana ,ilsindacato dei giornalisti: ” In 10 anni gli editori hanno preso molti soldi pubblici, milioni e milioni di soldi dei contribuenti”. Pe questo, aggiunge, “come giunta esecutiva della Federazione Nazionale della Stampa abbiamo deciso di dare indicazione ai Comitati di redazione di non firmare più gli stati di solidarietà e di non firmare più le casse per i prepensionamenti, perché sono diventati uno strumento che ha svuotato le redazioni e non le ha riempite. Gli editori si basano su una legge per cui se vanno via due redattori ne devi assumere uno, però spessissimo vanno ad attingere da quelli che già lavorano”. Con massimo danno per i precari che invece sono la maggioranza dei cronisti: “La nostra è diventata una categoria assolutamente di precari: le cronache le varie cronache locali, se non avessero i collaboratori pagati a cinque eh quando va bene 10 euro a pezzo non uscirebbero”.

La redazione di Novaradio, pur non aderendo allo sciopero in quanto parte dell’informazione radio-tv a carattere locale che fa riferimento ad un altro contratto (Aeranti Corallo), esprime solidarietà e vicinanza ai colleghi, la cui battaglia è fondamentale anche per le rivendicazioni dei giornalisti dell’informazione regionale.

Qui di seguito il comunicato della FNSI: 

Le giornaliste e i giornalisti italiani scioperano, oggi, per la terza volta. Non lo facciamo a cuor leggero, ma riteniamo che sia necessario informare i lettori, la società e la politica di ciò che sta accadendo nel nostro settore, tanto fondamentale per la democrazia quanto fragile.

Il contratto stipulato con gli editori della Fieg per regolare il lavoro dei giornalisti dipendenti è scaduto da 10 anni, anni in cui gli editori hanno goduto di aiuti pubblici, mentre i nostri stipendi sono stati erosi dall’inflazione. Non esiste alcuna regola per l’uso dell’intelligenza artificiale e per il giusto riconoscimento economico agli autori dei contenuti ceduti agli Over the top.

E va anche peggio alle migliaia di colleghe e colleghi collaboratori e a partita Iva che da anni attendono la determinazione dell’equo compenso e che per questo motivo hanno redditi che sono sotto la soglia di povertà.

Gli editori si sono garantiti tagli del costo del lavoro ricorrendo a pratiche di dumping contrattuale attraverso l’uso smodato del lavoro precario.

Con il nostro lavoro e i nostri sacrifici quotidiani, siamo gli azionisti di maggioranza di molte aziende editoriali.

Per la Federazione nazionale della Stampa italiana dignità e futuro dell’informazione passano attraverso il rinnovo contrattuale, il recupero salariale e la difesa dei diritti che non sono privilegi, ma il modo con cui possiamo resistere alle minacce, dentro e fuori dalle redazioni. La dignità del nostro lavoro incide pesantemente sulla qualità dell’informazione che arriva a voi cittadini.

Per questo riteniamo anche che il settore debba essere finanziato di più e meglio, che i finanziamenti non possano produrre la distruzione e l’appiattimento dell’informazione, ma riportare ricavi alle testate. Noi giornalisti siamo pronti a parlarne e a confrontarci. Ma gli editori?

 

Scritto da: Redazione Novaradio