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Sumud Flotilla, nuovo attacco dell’Idf. Abbordata anche la nave Don Juan, presi Bundu e Salvetti – ASCOLTA

today19/05/2026 2

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    Dario Salvetti su abbordaggio Sumud Flotilla – 19052026

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    Antonella Bundu 19052026

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    Nicola Fratoianni, coportavoce nazionale AVS su attacco a Sumud Flotilla – 19052026

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    Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune – 19 maggio 2026

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MEDITERRANEO – Nuovo attacco alla Sumud Flotilla da parte della marina dell’esercito israeliano: dopo le azioni di ieri e della scorsa notte, a far parte della missione civile erano rimaste dieci imbarcazioni, tra cui la “Isdud / Don Juan” su cui viaggiano gli attivisti toscani Dario Salvetti e Antonella Bundu. Gli stessi che, intorno alle 13,45 ora italiana, quando la loro barca si trovava a poco meno di 200 kilometri Gaza hanno segnalato di essere nuovamente oggetto di abbordaggio. Negli stessi minuti in cui dalla Don Juan si lanciava l’SOS, anche altre 4 imbarcazioni che navigavano a poca distanza come la Akka / Andros (su cui viaggiavano le italiane Jessica Lastrucci e Ilaria del Mastro), la Bayt Ummar / Elengi ( su cui viaggiavano 4 italiani)  e la Beit Hanoun (Zefiro).

“Pare che adesso stia succedendo a noi. Non credo che questa volta ci siano manovre diverse possibili” ha dichiarato Dario Salvetti in un breve post video: “Sono già intercettate alcune barche di fronte a noi, quindi questo è ufficialmente il terzo atto di pirateria subito da barche a vela civili con aiuti umanitari in acque internazionali nel Mediterraneo che hanno la sola colpa che non è una colpa di provare a rompere l’assedio e di portare solidarietà alla resistenza di un popolo quello palestinese che sta lottando per la propria terra contro un genocidio”.

“Le sensazioni sono di calma, di tranquillità e nella piena consapevolezza di quello a cui andiamo incontro  che che non sarà nulla di paragonabile a quello che le palestinesi, i palestinesi vivono tutti i giorni” ha aggiunto, ribadendo il senso politico della Sumud: “Se questa missione ha avuto lo scopo ancora una volta insieme a tantissimi come altre lotte di disvelare almeno un pezzettino dell’atrocità che stanno preparando per il futuro, è stata fondamentale, è stata utile. L’unica cosa che poi conterà saranno gli equipaggi di terra, saranno le mobilitazioni nelle fabbriche, nei quartieri, nelle scuole, nelle università da dove si produce quella ricchezza sociale che deve tornare ad essere nostra per costruire un mondo migliore e non loro per costruire un inferno in terra”.

Immediate le prime reazioni, a partire dal Collettivo di fabbrica Gkn, di cui Salvetti è portavoce: “Tutte le forze politiche e istituzionali si attivino subito per il rilascio degli internazionali rapiti. Salvetti e Bundu sono due dei cinquecento su quella flotta, che sta portando avanti una missione umanitaria contro il blocco navale illegale di Israele nei confronti di Gaza, per la fine del genocidio e per la liberazione di tutti i detenuti palestinesi nelle carceri israeliane”.

L’appello ad un immediato intervento delle istituzioni era stato ribadito peraltro stamani dal leader di AVS, Nicola Fratoianni, in riferimento all’assalto israeliano di ieri e della scora notte: “Il diritto internazionale è umiliato, calpestato quotidianamente” ha dichiarato Fratoianni, a Firenze per  presentare l’iniziativa del suo partito, aggiungendo: “Adesso Tajani dice che condanna l’abbordaggio. Bene, finalmente, non è mai troppo tardi. Però la domanda che faccio è: quando arriverà un atto concreto?”. “L’Italia ha continuato a schierarsi dalla parte sbagliata della storia – ha sottolineato – in Europa insieme alla Germania ha messo sostanzialmente il veto alla sospensione dell’accordo di associazione Ue-Israele, dell’accordo commerciale. Servono sanzioni nei confronti del governo israeliano e non solo dei singoli coloni violenti, perché sono sostenuti dall’esercito israeliano, dal governo israeliano che sta esplicitamente mettendo in campo l’annessione della Cisgiordania. Serve il riconoscimento dello Stato palestinese. Insomma, servono fatti che invece dal nostro governo continuano a non arrivare”.

A chiedere che dalle parole si passi ai fatti, e dalle condanne agli interventi concreti anche Dmitrij Palagi, consigliere di Sinistra Progetto Comune, che ieri è stato il proponente di una mozione, approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale (il gruppo FdI non ha partecipato), tesa a “richiedere con urgenza al Governo italiano il completamento dell’azione diplomatica già avviata per il rilascio immediato di tutte le persone fermate e la restituzione delle imbarcazioni sequestrate”, impegnando la  Giunta a “utilizzare i canali delle relazioni internazionali di Palazzo Vecchio” ed  “essere parte attiva delle azioni tese a ottenere l’immediata liberazione di tutte le persone intercettate”: “Non si può dire che il governo di Israele viola il diritto internazionale e poi non fare niente. A questo punto non c’è nessuna giustificazione per nessuno dei governi. La critica più forte è nel confronto del governo nazionale e del governo Meloni, dall’altra parte vogliamo sperare che tutti i canali diplomatici, possibili vengano portati avanti” anche da parte del presidente della Regione Toscana e da parte della sindaca di Firenze.

 

Scritto da: Redazione Novaradio