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Risiko Mps, sindacati preoccupati: “No ad operazioni solo finanziarie, si tuteli l’occupazione” – ASCOLTA

today10/06/2026

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    Federico Di Marcello, Fisac Cgil Mps – 10 giugno 2026

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TOSCANA –  Le manovre e le ipotesi di fusione su Banca MPS presentate nei giorni scorsi da Banco BPM e Intesa San Paolo sono operazioni finanziarie e non industriali che non tengono minimamente in considerazione le lavoratrici ed i lavoratori”. Si dice preoccupato il coordinamento Fisac CGIL di Banca e Gruppo MPS rispetto alle l risiko bancario che da tre giorni si sono riaccese su Banca Mps: da un lato la proposta di “fusione alla pari” di BPM, dall’altra l’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Banca Intesa con Unipol. Anche il sindacato First Cisl si fa sentire: “No alla finanza che impoverisce i territori”, “non possiamo accettare che mere logiche di mercato, orientate esclusivamente al profitto e agli interessi dei grandi azionisti mettano in secondo piano il contributo fondamentale dei lavoratori di Monte dei Paschi di Siena”.

Manovre che, in entrambi in casi, prospettano di indebolire ancor di più il legame storico di MPS con il territorio senese e toscano: nel caso dell’offerta Intesa-unipol, si è già esplicitata l’intenzione di spezzettare la banca, cedendo 635 sportelli a BPER (controllata da Unipol) e trasformare il nome dell’istituto in Banca Monte Paschi, senza più il riferimento a Siena. I lavoratori del gruppo sono 22 mila, di cui 2.200 in Toscana. Non a caso sulla vicenda si sono espressi anche il governatore Giani e il Pd Toscana: “Seguiremo gli sviluppi dei prossimi giorni per difendere e tutelare il Monte dei Paschi, patrimonio della regione, da tentativi indirizzati a ridimensionare la sua forza e la sua identità” ha detto il presidente della Regione.”Siena e la Toscana non possono essere considerate una variabile secondaria in una fase che rischia di ridisegnare gli assetti del credito nazionale” gli ha fatto eco la vicesegretaria del Pd Toscana Stefania Lio.

“Si parla molto di operazioni finanziarie e poco di risvolti industriali occupazione” dice a Novaradio Federico Di Marcello, che sottolinea come il rischio, in entrambe le operazioni, sia quello di una riduzione dei livelli occupazionali, dell’indebolimento dei servizi a risparmiatori e imprese. “Chiediamo quindi che il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori non venga gestito a tavolino secondo la logica dei freddi numeri, ma che veda il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali” e invita MPS a far sentire la propria voce e il governo, anziché parteggiare per l’una o l’altra cordata, a vigilare sulla correttezza delle operazioni.

Scritto da: Redazione Novaradio