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Venerdì sciopero generale della cultura, è il primo del settore per chiedere “lavoro dignitoso, maggiori diritti e investimenti pubblici” – ASCOLTA

today11/06/2026

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    Vittoria, attivista di Mi riconosci?


FIRENZE – È in programma venerdì 12 giugno in tutta Italia e anche a Firenze il primo sciopero generale del settore culturale nella storia della Repubblica italiana. Una mobilitazione che vede per la per la prima volta insieme i lavoratori e le lavoratrici di musei, biblioteche, archivi, teatri, aree archeologiche, spettacolo dal vivo, fondazioni lirico-sinfoniche, editoria, produzione artistica e culturale e servizi in appalto, per dire basta a precarietà, esternalizzazioni, salari insufficienti, sottofinanziamento, mancate assunzioni e progressivo impoverimento delle professioni culturali.

Nato da un percorso di mobilitazione avviato dall’associazione Mi Riconosci?, lo sciopero è proclamato anche dai sindacati FP CGIL, NIdiL CGIL, CUB, ADL COBAS, COBAS Lavoro Privato, CLAP e USI CT&S.

“Da anni il settore culturale vive una situazione insostenibile, segnata da precarietà diffusa, appalti al massimo ribasso e abuso di falso lavoro autonomo Il 12 giugno lavoratrici e lavoratori della cultura scioperano insieme per chiedere condizioni di lavoro dignitose, maggiori diritti e adeguati investimenti pubblici. La cultura non può essere trasformata in semplice merce di scambio” dichiara Vittoria, attivista di Mi Riconosci?.

A Firenze il presidio si terrà dalle ore 09:30 al Piazzale degli Uffizi, organizzato da Mi Riconosci?, FP CGIL, Nidil CGIL, SuddCobas, Workers in Florence, ADI – Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia, Assemblea Precaria Firenze, Vogliamo Tutt’Altro e Arci Firenze.

“In una città come Firenze – spiegano gli organizzatori – schiacciata dalle logiche del profitto e del turismo di massa, con una crescente mercificazione del patrimonio culturale e una progressiva contrazione dei diritti della cittadinanza, lo sciopero rappresenta un ulteriore passo per la presa di coscienza dei propri diritti. Anche per questo abbiamo deciso di manifestare al Piazzale degli Uffizi, un luogo simbolo in cui la cultura-vetrina viene contestata per essere trasformata in un terreno di riscatto e lotta. È un atto fondamentale per la riconquista di un patrimonio che appartiene prima di tutto alla collettività. La mobilitazione di oggi non è un punto d’arrivo, ma una tappa necessaria: la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori della cultura a Firenze, così come in tutta Italia, continuerà fino a quando dignità, stabilità e pieni diritti non saranno garantiti a tutte e tutti.”.

Scritto da: Redazione Novaradio