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Crisi industria e manfatturiero, il 9 luglio sciopero unitario di Cgil e Cisl e Uil: “Anche Regione e Comune facciano di più” – ASCOLTA

today18/06/2026

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    Paolo Fantappiè, segretario Uil Toscana – 18 giugno 2026

TOSCANA – Cgil, Cisl e Uil Toscana proclamano per il 9 luglio uno sciopero regionale per l’intera giornata dei settori industriali e manifatturieri, con manifestazione a Firenze. Lo sciopero, affermano i sindacati in una nota congiunta, riguarda le lavoratrici e i lavoratori delle imprese riconducibili ai comparti connessi alle attività manifatturiere, alla fornitura di energia elettrica e gas, al servizio idrico integrato e alla gestione dei rifiuti.

“La crisi della moda, della pelle, del tessile, della meccanica e della componentistica automotive sta colpendo duramente territori che rappresentano da decenni il cuore produttivo della Toscana”, affermano Cgil, Cisl e Uil. “Al governo chiediamo una politica industriale vera”, aggiungono, con “una strategia nazionale per difendere e rilanciare l’industria italiana e le sue filiere produttive”.

Alle associazioni datoriali, ai grandi gruppi e ai brand, proseguono i sindacati, dopo “anni di utili rilevanti” ora “chiediamo responsabilità” per “investire sul territorio toscano”, mentre alla Regione “chiediamo di accelerare il confronto sull’industria” con “la convocazione immediata di un tavolo regionale sull’industria e sulle filiere produttive, che si articoli in specifici tavoli di confronto settoriali e distrettuali, con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, delle associazioni datoriali, delle istituzioni locali, delle grandi aziende e dei principali brand che operano in Toscana”.

La crisi è partita nel 2023 dal settore moda e ora vede tantissime chiusure di imprese e licenziamenti dei lavoratori, ma si sta allargando a macchia d’olio su tutta la manifattura, sull’industria di precisione. Noi vediamo una grande crisi e siamo fortemente preoccupati” dice stamani a Novaradio Paolo Fantappié, segretario regionale della UIL Toscana. Tra le richieste, l’apertura di tavoli di confronto che “ad ora non ci sono” e l’individuazione di risorse per rilanciare soprattutto le politiche attive del lavoro: “Vediamo una situazione di stagnazione dal punto di vista politico e anche imprenditoriale. Vogliamo aprire un confronto e avere una risposta chiara e concreta anche delle imprese, che devono fare la loro parte”.

 

Scritto da: Redazione Novaradio