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Ossicombustore di Peccioli, Iannello (Diritti in Comune Pisa): “Modello sbagliato e costoso. La Regione non dice la verità” – ASCOLTA

today11/09/2026

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    Daniele Iannello 11 settembre 2026

FIRENZE – Il via libera della giunta regionale all’ossicombustore di Peccioli continua a far discutere. Ai microfoni di Novaradio, Daniele Iannello (Una città in comune – Rifondazione Comunista) ha spiegato i motivi di una totale opposizione al progetto, smontando le rassicurazioni economiche e ambientali dei promotori.

Secondo Iannello, l’impianto introduce un modello culturale pericoloso che va contro le linee guida dell’Unione Europea, che impongono di ridurre e riciclare i rifiuti. “Quando il rifiuto diventa lo strumento con cui tu estrai valore, allora non è più qualcosa che devi ridurre, è qualcosa che ti serve per guadagnare” ha dichiarato. Per reggersi da solo, l’impianto ha bisogno di trattare enormi quantità di scarti all’anno: il rischio concreto è di dover importare immondizia da fuori Toscana se la raccolta differenziata locale dovesse funzionare troppo bene.

Iannello ha poi attaccato il Presidente della Regione Eugenio Giani: “definire l’ossicombustore a “emissioni zero” è falso, dato che la stessa conferenza dei servizi ha imposto un monitoraggio continuo”. Inoltre, l’Arpat ricorda che si tratta di una tecnologia quasi inedita nel mondo e che i residui della combustione rilasceranno metalli pesanti in forma liquida, motivo per cui l’impianto va indagato a fondo.

Dubbi che si sommano anche con l’analisi del Piano Economico Finanziario. L’opera costerà infatti 125 milioni di euro e garantirebbe profitti privati per 360 milioni in vent’anni, secondo la ricostruzione di Diritti in Comune. Iannello nell’intervista contesta il fatto che la Valdera debba diventare così, per rendere sostenibile questo impianto, la discarica della Toscana.

In chiusura, il segretario di Rifondazione Comunista ha lanciato un messaggio chiaro: i comuni e l’azienda pubblica Reti Ambienti devono confermare la scelta di restare fuori dalla società privata che gestirà l’impianto, evitando di accollarsi il 30% dei costi.
Ma il problema resta soprattutto politico, con una critica rivolta alle forze di maggioranza contrarie all’opera (come Sinistra Italiana): “Non basta dire di no all’interno della giunta. Serve la forza di imporsi sulle grandi opere, dall’ossicombustore fino all’aeroporto di Peretola”.

Scritto da: Redazione Novaradio