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“Sollicciano, esempio del disastro carcere in Italia”. Sabato convegno delle Camere Panali – ASCOLTA

today17/09/2026

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    avv Duccio Baglini su Sollicciano 17092026

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    avv Duccio Baglini su attesa sentenza della Consulta 17092026

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    avv Nicola Muncibì 17092026

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FIRENZE – “Anatomia di un disastro”: è inequivocabile il sottotitolo del convegno sullo stato del sistema carcerario organizzato dall’Unione Camere Penali Italiane a Firenze sabato prossimo, 19 settembre (Hotel Adriatico, via Finiguerra).

Un’occasione per fare il punto della situazione e confrontarsi sulle possibili vie di uscita che vedrà la presenza di autorevoli esponenti del mondo accademico, forense e politico: tra gli ospiti, il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, il garante nazionale dei detenuti Riccardo Turrini Vita, il coordinatore nazionale dei garanti Samuele Ciambriello, il presidente delle Camere Penali Francesco Petrelli, i deputati Debora Serracchiani (PD) Riccardo Magi (+Europa), Rita Bernardini di “Nessuno tocchi Caino”.

Una scelta che è caduta sul capoluogo toscano, ha spiegato l’avvocato Duccio Baglini, Presidente della Camera penale di Firenze, perché è stato ritenuto il caso più grave ed emblematico le condizioni in cui versa il nostro sistema carcerario.

A raccontarlo son i numeri:  a Sollicciano i detenuti sono in crescita – anche al femminile – con un sovraffollamento medio quest’estate del 165%, con punte del 220% in alcune sezioni, e ad oggi del 130% nonostante il recente trasferimento di 220 ospiti  per le note vicende del sequestro ordinato dalla magistratura; 408 agenti penitenziari anziché i 510 previsti (scoperto di oltre 20%); 8 educatori anziché gli 11 di organico; un amministrativo ogni 20 detenuti. Oltre a questo, condizioni di fatiscenza e degrado delle strutture, ascensori non funzionanti, vitto portato per le scale Ma al di là e al di là dei numeri uno stato di fatiscenza strutturale conclamato, ascensori rotti – con il vitto che viene portato per le scale –  e una situazione di crescente tensione tra detenuti di diverse provenienze costretti ad una forzata convivenza. “Del carcere non abbiamo immagini ma ne basterebbe una delle celle per raccontare più di mille parole la situazione” ha detto Biagini.

Il convegno arriva tra l’altro a pochi giorni dall’attesa sentenza della Corte Costituzionale su un ricorso partito proprio da Firenze dagli avvocati Mimmo Passione e Nicola Muncibì, in cui si chiede se sia costituzionale che un detenuto sconti la sua pena in condizioni non garantiscono la dignità umana. Condizione che a Sollicciano non sono garantite, almeno secondo la Procura fiorentina che ha sequestrato sette sezioni. Anche se il trasferimento forzoso degli oltre i 200 detenuti ha messo in crisi non solo i reclusi e le loro famiglie – ha spiegato l’avvocato  Muncibì – anche altre carceri toscane prima considerate “fiori all’occhiello” come Massa o il Gozzini di Firenze.

Scritto da: Redazione Novaradio